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venerdì, Maggio 8, 2026

Disabilità e inclusione: Lions di Termoli portano in aula lezioni di vita

Ambiente e territorioDisabilità e inclusione: Lions di Termoli portano in aula lezioni di vita

All’Istituto Boccardi-Tiberio un incontro con studenti del primo anno si è concluso con la donazione di una sedia a rotelle. Al centro del dibattito le barriere invisibili: quelle mentali e culturali. Non una lezione frontale, non un convegno per addetti ai lavori. L’evento organizzato dal Lions Club Termoli Host all’Istituto di Istruzione Superiore Boccardi, giovedì 7 maggio, è stato qualcosa di più raro: un momento in cui una platea di adolescenti ha davvero ascoltato. Il tema era la disabilità — non come categoria medica, ma come specchio della società. L’incontro, rivolto agli studenti del primo anno, si è concluso con un gesto concreto: la donazione di una sedia a rotelle all’istituto, nata non da un’astratta generosità ma da un bisogno reale. Una studentessa aveva difficoltà di movimento, e quella necessità è diventata l’occasione per trasformare un atto di volontariato in un insegnamento. Ad aprire i lavori è stato Nicola Muricchio, Presidente del Lions Club Termoli Host, che ha presentato la missione del Lions Club International non attraverso statistiche, ma raccontando storie di un impegno civico quotidiano: il rispetto tra persone di diversa provenienza, il supporto alle famiglie, la collaborazione con le istituzioni. Il suo messaggio è stato chiaro: l’impatto positivo non nasce da grandi gesti isolati, ma dalla consapevolezza dei singoli. Il Dirigente scolastico Francesco Marra ha ribaltato la prospettiva tradizionale: anziché presentare la disabilità come un problema da affrontare, ha invitato gli studenti a pensarsi come “facilitatori” dell’inclusione. Un cambio di mentalità che, ha sottolineato, è particolarmente urgente coltivare nei giovani, mentre stanno ancora formando la propria consapevolezza sociale. Di particolare importanza, nel corso della mattinata è stato l’intervento della dott.ssa Elda della Fazia, socia Lions che ha affrontato il tema con una profondità che merita attenzione. Ha negato l’idea di disabilità come caratteristica fissa di un individuo. “Una persona con mobilità ridotta non è disabile in assoluto — lo diventa quando incontra scale, marciapiedi alti, edifici senza rampe.” Se l’ambiente fosse progettato diversamente, ha spiegato, molti degli ostacoli semplicemente scomparirebbero. Le barriere più difficili da abbattere, ha insistito la dottoressa, non sono quelle architettoniche, ma quelle psicologiche, sociali e culturali, sono i pregiudizi, gli stereotipi, l’indifferenza ad ostacolare una completa integrazione. Un esempio apparentemente banale ma di grande efficacia simbolica: parcheggiare nello spazio riservato ai disabili non è solo un’infrazione al codice della strada – è un messaggio che dice a qualcuno che il suo diritto di muoversi con dignità vale meno della nostra comodità. La dottoressa ha inquadrato il tema nel contesto normativo internazionale e nazionale — dalla Convenzione ONU del 2006 alla Legge 104 del 1992, fino alla recente Disability Card europea — ricordando che le leggi, per quanto avanzate, rimangono lettera morta se non sono sostenute da una vera consapevolezza collettiva. Il vice preside Tommaso Guerrera ha ricordato la storia di Alex Zanardi, lo straordinario atleta che dopo la perdita di entrambe le gambe ha continuato a correre e vincere, diventando un simbolo mondiale di resilienza. “La vera disabilità non è la limitazione fisica, ma la rinuncia a partecipare pienamente alla vita.” L’evento ha lasciato ai ragazzi del Boccardi qualcosa di più di nozioni e normative: l’idea che l’inclusione non sia un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma una pratica quotidiana. E che una rampa, quando ben progettata, serve anche ai genitori con il passeggino, agli anziani con il bastone, a chiunque si trovi temporaneamente in difficoltà. L’accessibilità, in fondo, è un bene comune. L’evento organizzato dal Lions Club Termoli Host s’inserisce nel progetto e nella volontà di fare del servizio la propria missione. L’incontro è stato un’occasione di crescita collettiva che ha voluto offrire agli studenti l’opportunità di ripensare il loro ruolo nella società.

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