“Se l’obiettivo è quello di chiudere l’ospedale di Isernia lo dicano chiaramente, ma di certo a queste condizioni non è più possibile andare avanti”. Lo sfogo è di Lucio Pastore, rappresentante del Forum in difesa della sanità pubblica di qualità, dopo l’ennesima giornata di caos vissuta al pronto soccorso del Veneziale. L’afflusso continuo di gente, la mancanza di posti letto nelle varie strutture e la carenza di personale hanno fatto piombare il reparto nel caos: “Ci vorrebbe una scelta politica chiara – ha commentato Pastore -: se si vuol chiudere questa struttura lo si faccia pure. Se si vuol privatizzare, idem. Tutto ciò accade per via del processo di privatizzazione della sanità. Gran parte dei fondi, mezzi e posti letto vengono ceduti ai privati che li utilizzano per un’utenza che viene da fuori. Se i nostri pazienti non possono più avere risposte, ci venga detto chiaramente. E si privatizzino anche questi servizi, in maniera tale che il privato risponda anche di tutte le urgenze che ci sono sul territorio”. Le denunce della situazione di disagio che si vive al pronto soccorso di Isernia sono continue, ma di risposte convincenti finora non ce ne sono state. Con il passare dei mesi e degli anni le cose sono semmai peggiorate. Ieri in reparto si è vissuta una delle giornate più infernali in assoluto, ha detto ancora Pastore: “Ieri è stata una giornata drammatica. L’afflusso era continuo. Arrivavano ambulanze per incidenti, oppure da strutture per cronici. Non sapevamo dove posizionare questa gente. Il pronto soccorso era completamente intasato. C’erano persone che sostavano da 5/6 giorni. La cosa assurda è che c’erano vassoi per il cibo. Non dovremmo averli. In pratica siamo stati trasformati in un reparto di degenza senza personale, né medico né paramedico”.

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