Con un atto di indirizzo approvato all’unanimità, il Consiglio comunale di Isernia ha dato mandato al sindaco Piero Castrataro e alla Giunta di intraprendere tutte le azioni necessarie, anche in sinergia con altri enti, per scongiurare la chiusura del Punto Nascita e la riduzione dei posti letto in altri reparti dell’ospedale Veneziale.
Il documento, approdato ieri sera nella seduta monotematica dell’assise civica, sarà inviato a tutti i parlamentari molisani, affinché intervengano per modificare il Dm70.
Non poter nascere a Isernia – ha detto il sindaco – sarebbe un duro colpo per un’area interna: da qui la decisione di valutare ricorso al Tar.
Un fallimento: così il vicepresidente del Consiglio comunale Giovancarmine Mancini ha definito l’iniziativa del sindaco, che da quattro mesi dorme in tenda davanti all’ospedale: quella per la sanità – ha detto Mancini – deve essere una battaglia comune, priva di colori politici.
Dura anche la presa di posizione della consigliera del gruppo misto Filomena Calenda, che è arrivata a chiedere, come atto di protesta, le dimissioni di massa.



