Pubblicato: venerdì 12 ottobre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Piano di Sviluppo Rurale, Facciolla rivendica i meriti: “Il successo, frutto del mio lavoro”

5 anni di durissimo lavoro. Pensato, sviluppato, programmato ed eseguito, gomito a gomito, con le organizzazioni professionali di categoria, sottoposte a numerose ed interminabili riunioni del tavolo verde. Mai un’azione improvvisata, mai un atto amministrativo non condiviso dal partenariato, mai senza una previa attenta analisi di contesto del territorio. Il tutto governato da un modello amministrativo straordinario. Ciò è stata la gestione dei diversi programmi di sviluppo rurale della Regione Molise nel periodo marzo 2013 – aprile 2018. Ereditavamo una ‘struttura colabrodo’ che al marzo 2013 aveva sulla programmazione 2007/2013 le peggiori performance d’Italia: ultimi ad aver approvato il programma, ultimi ad aver pagato la prima misura strutturale, ultimi per avanzamento della spesa. Abbiamo lavorato per recuperare un ritardo che appariva incolmabile: banda ultralarga, scuolabus, vetture per soggetti svantaggiati, recupero sulle Misure ad investimento, spesa poderosa e decuplicata sulla viabilità rurale e sulla rete acquedottistica. Questo ci ha consentito, al 31.12.2015, di evitare il definanziamento, e siamo stati l’unica regione nel sud Italia. Il modello amministrativo al primo posto. Lo stesso modello amministrativo che ci ha permesso di approvare nel gruppo dei primi, il nuovo programma si sviluppo rurale 2014/2020, che ci ha consentito di effettuare investimenti in favore dei giovani nuovi insediati in agricoltura (primi in Italia) triplicando la spesa rispetto al vecchio programma (da 4 milioni di euro al 12 milioni di euro), che ci ha fatto elevare in maniera esponenziale il numero degli ettari coltivati a Bio (da 1000 a 10000 e far passare le aziende da 130 a 400), che ci ha permesso di finanziare tra le più importanti aziende di trasformazione agroalimentare presenti sul territorio, che ci ha consentito di aver il miglior avanzamento, sugli impegni, d’Europa. Appare quindi quantomeno ridicola la politica che governa e non riconosce i meriti del passato, con l’aggravante d’aver la faccia di bronzo di autocelebrarsi. Questa politica non ha diritto, neppure per un attimo, di attribuirsi meriti e risultati specie se gli stessi sono frutto di passione, competenza e tanto, tanto, sacrificio. I molisani invece, hanno il diritto di conoscere e riconoscere le azioni che hanno portato risultati concreti e hanno permesso di associare il nome del Molise a quello della qualità e delle best practice governative.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare i seguenti tags html: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 
Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
Editorialista: Pasquale Di Bello - Direttore responsabile: Manuela Petescia

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi