Pubblicato: domenica 22 luglio, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità, siamo in emergenza ma nessuno interviene. Cittadini indignati

di GIOVANNI MINICOZZI

Nonostante i decessi per presunta malasanita’, ultima la tragedia che ha colpito il giovane padre di famiglia di Larino, le segnalazioni circa l’inefficienza del sistema sono tante e riguardano tutti i nosocomi pubblici regionali.Al San Tmoteo di Termoli è ricoverato un paziente con frattura della clavicola dal 12 Luglio. Dopo dieci giorni l’intervento previsto per le scorse ore è stato rinviato a data da destinarsi per sopravvenuta indisponibilità di una anestesista.Il signor Pietrantonio che ci ha segnalato il caso, chiede al Presidente della Regione Donato Toma e al Direttore generale Gennaro Sosto cosa deve fare per risolvere l’anomalia e minaccia un esposto in Procura. Il signor Giuseppe Pizzuto ha inviato una lettera aperta a Telemolise per segnalare una spiacevole esperienza vissuta al reparto ostetricia -ginecologia del Cardarelli nei giorni scorsi in occasione della nascita del nipote il quale ha contratto un’infezione. La partoriente è stata prima dimessa e il giorno successivo richiamata nel reparto di ostetricia insieme al bimbo. “Un vero calvario -ha scritto Giuseppe Pizzuto. Ho senpre difeso la sanità pubblica – ha concluso – ma se funziona così comincio a nutrire forti dubbi”. Il responsabile dell’Associazione Cuore Molisano Liberato Di Felice, ha fatto sapere che in passato aveva presentato una querela alla Procura di Larino per interruzione di pubblico servizio riferita al reparto di radiologia del San Timoteo di Termoli, ma la stessa Procura chiese l’archiviazione del caso. Diversi esposti sono stati presentati alla Procura della Repubblica dì Campobasso anche dall’ortopedico Angelo Di Stefano ,ma ad oggi non si conoscono i risultati. Probabilmente i magistrati hanno sottovalutato i diversi casi segnalati. Al di là dei singoli problemi appare chiaro peri’che il sistema sanitario regionale, dall’approvazione del piano operativo straordinario ad oggi, è entrato in un vicolo cieco e non è più in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza. Reparti importanti continuano a chiudere a cascata, l’uno richiama la chiusura di un reparto collegato, con gravi ,conseguenze per i cittadini costretti a curarsi fuori Regione o addirittura a non curarsi con gravi conseguenze anche economiche per la Regione che deve pagare prestazioni salate alle altre Regioni d’Italia .Insomma,il sistema sanitario molisano è come il cane che si morde la coda. A questo punto, oltre ai proclami e alle dichiarazioni di circostanza spesso ipocrite diventa necessario approvare un nuovo piano sanitario che sia idoneo a tutelare i bisogni di salute dei molisani e in grado di rispondere a tutte le emergenze anziché ipotizzare ulteriori chiusure di reparti come ostetricia a Termoli e senologia a Isernia. Questa è la sfida che ha di fronte la nuova classe politica regionale e se non dovesse essere all’altezza di vincerla meglio le dimissioni di tutti perché si tratterebbe di un grave problema politico e non giudiziario nel segno della continuità con il passato. Le vite umane non hanno prezzo.

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