Pubblicato: giovedì 04 gennaio, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità, precari sul piede di guerra. Frattura si autoesalta sulla riforma

di GIOVANNI MINICOZZI
“La sanità non si fa in funzione del numero di abitanti ma in funzione della distribuzione degli abitanti. A noi non interessa il parametro della densità demografica ma la certezza nel nostro territorio di un punto di riferimento in grado di mettere in sicurezza la vita dei pazienti per poi  mandarli, in caso di necessità, in altra struttura più completa. Vedere qui più sindaci che condividono l’attenzione per la salute ci dimostra quanto utile e necessario sia affrontare insieme i problemi per trovare, sempre insieme, la migliore soluzione”.
 Tanto ha dichiarato il Presidente della Regione Paolo Frattura in occasione dell’inaugurazione della nuova casa della salute a Castelmauro
Contento lui contenti tutti, avrà pensato il governatore,  ma non è affatto così perché i pazienti vivono sulla propria pelle i disagi conseguenti alla chiusura degli ospedali, allo smantellamento dei nosocomi di Isernia e Termoli nonché al drastico taglio dei reparti al Cardarelli, per non parlare del caos che regna sovrano nella gestione emergenza -urgenza all’intero  dei pronto soccorso di Campobasso, Isernia e Termoli. Sullo sfondo restano intatte le promesse elettorali per la stabilizzazione dei precari, peraltro imposta dalla legge Madia, a partire dal primo Gennaio di quest’anno. In tutto 250 infermieri e 13 fisioterapisti  ma i bandi pubblicati sulla gazzetta ufficiale, in contrasto con la predetta normativa, prevedono l’assunzione tramite concorso per soli 140 infermieri e 7 fisioterapisti.Dunque degli attuali precari solo 147 verrebbero stabilizzati, mentre i restanti 117 dovrebbero tornare a casa dopo aver svolto i relativi incarichi per diversi anni. In più dovrebbero rientrare in Molise 140 infermieri e 7 fisioterapisti che lavorano fuori Regione. Un vero e proprio pasticcio che rispecchia un accordo sindacale sottoscritto il 26 Ottobre 2016  ovvero antecedente alla legge Madia la quale, tra l’altro, esclude la selezione pubblica per coloro che l’avevano già superata all’atto dell’assunzione da precari. I diretti interessati , infermieri e fisioterapisti precari, hanno già attivato le procedure legali presso il Tar per chiedere la sospensiva dei concorsi banditi e della mobilità. Nel frattempo il commissario  ad Acta Paolo Frattura ha prorogato il contratto a tutti i precari fino al prossimo 30 Giugno. Dunque la confusione è pressoché totale, la sanità resta ostaggio delle strutture private e le promesse elettorali, al pari delle bugie, hanno le gambe corte.
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