Pubblicato: martedì 10 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 4 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Sanità al tempo di Fantozzi: ex Cattolica sostituisce Direttore sanitario smentendo se stessa e la Regione

di GIOVANNI MINICOZZI

La Fondazione Giovanni Paolo II nei giorni scorsi ha sostituito il Direttore Sanitario Mario Zappia, che non aveva i titoli per ricoprire l’incarico (necessaria la specializzazione in Igiene e sanità pubblica ), con la dottoressa Giovanna Sticca. Una storia a lieto fine, si fa per dire, ma le responsabilità’ giudiziarie e contabili sono tutte da accertare. I fatti sono noti e li riportiamo in ordine cronologico con assoluta oggettività. Il 6 giugno di quest’anno, dopo un’approfondita e documentata inchiesta, denunciammo ,anche da queste colonne , la mancanza dei titoli del Direttore Sanitario della Fondazione. Il giorno successivo, ovvero il 7 Giugno , il servizio autorizzazione e accreditamento della Regione , diretto dal Dott.Francesco Sforza , invio’ una stupefacente richiesta di rettifica al nostro articolo ( rettifica che pubblicammo pur ribadendo , carte alla mano , la nostra denuncia e avvertendo che qualcuno si divertiva a giocare pericolosamente sul futuro della struttura), nella quale era scritto testualmente: ” a seguito di precise , puntuali e documentate verifiche da noi condotte e di chiarimenti sempre da noi sollecitati abbiamo accertato che per la Fondazione Giovanni Paolo II ricorrono i requisiti di cui al manuale di disciplina autorizzazione e accreditamento istituzionale delle strutture. Per necessità di sintesi – continuava la nota – riportiamo i fatti conclusivi che nell’articolo sono stati omessi ingenerando la suggestione tanto perniciosa quanto infondata che la Regione Molise accrediti strutture sanitarie prive del possesso dei requisiti. Non è così – affermava categoricamente il Dott. Sforza – la Direzione Generale della salute e questo servizio hanno ricevuto puntuale riscontro dal Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II ai rilievi che la scrivente struttura aveva formulato in merito al possesso da parte del Dott. Mario Carmelo Zappia del titolo equipollente , necessariamente richiesto dalla normativa vigente in materia, per l’esercizio di Direttore sanitario della stessa Fondazione”. Dopo una serie di affermazioni fantasiose e richiami alla certezza del possesso di un titolo equivalente ( alla stregua dell’oste che certifica la bontà del suo vino) , dulcis in fundo la nota si concludeva con le seguenti improbabili affermazioni : ” la Fondazione Giovanni Paolo II ha dimostrato, come su ricostruito e documentato , di essere in possesso degli elementi che la legge in vigore ritiene indispensabili per l’accreditamento. Tutti i documenti sono protocollati e disponibili presso i nostri uffici regionali anche ” senza intense ricerche durate settimane” (riferite ironicamente alle parole che erano state utilizzate nell’articolo) e dimostrano il rispetto di tutta la normativa vigente in materia “. Fin qui la nota tanto perniciosa quanto infondata ( per usare aggettivi cari al Dott. Sforza) inviataci il 7 Giugno scorso ma i fatti hanno clamorosamente smentito il suo estensore visto che il direttore sanitario Zappia , che non aveva i titoli , è stato sostituito dalla Dott.ssa Giovanna Sticca , alla quale formuliamo i migliori auguri di buon lavoro in una struttura sanitaria qualificata che serve ai molisani e che in passato abbiamo difeso con il sangue negli occhi. Restano però , al momento , irrisolti importanti nodi e , dunque , alcune domande è necessario farle recapitare a chi di competenza, fiduciosi che presto avremo risposte esaurienti :

1) il Commissario Frattura, che riveste anche i prestigiosi incarichi di Presidente della Regione e di Assessore alla Sanita’ e l’organismo Tecnicamente Accreditante (OTA), modificato dalla Giunta con l’ingresso di un rappresentante della Fondazione e uno di Neuromed poi bocciati dal Tar, che ruolo hanno svolto in questa fantozziana vicenda? Perche’ non hanno esercitato i poteri di controllo che doverosamente gli competono?

2) Che fine faranno tutti gli atti firmati dal Dott. Mario Carmelo Zappia in qualità di Direttore Sanitario e, dunque, pubblico ufficiale dal giorno della sua nomina, ovvero dal lontano aprile 2015 a oggi? Il Direttore Sanitario, infatti, tra i suoi innumerevoli compiti (come, ad esempio, la firma delle dichiarazioni di morte!) ha quello di validare i flussi di dati verso la Regione sulla base dei quali la struttura è remunerata per le sue prestazioni;

3) la Regione come si comportera’ dopo aver accertato che, di fatto , la Fondazione è rimasta accreditata e finanziata per due anni e mezzo priva del possesso di uno dei requisiti fondamentali , ovvero il Direttore Sanitario , figura necessaria anche per garantire la sicurezza dei pazienti e la qualità delle prestazioni erogate ?

È da sottolineare, infine , che il Dott. Mario Zappia, indagato per truffa, resta Direttore generale della Fondazione e continua a confrontarsi con il commissario Paolo Frattura su una complicata integrazione tra la ex Cattolica e l’ospedale Cardarelli che dovrebbe riorganizzare l’intero servizio sanitario regionale con conseguente poderoso flusso finanziario pubblico per appalti e servizi connessi che potrebbe essere gestito in modo privatistico dalla Fondazione e, quindi, dal Direttore Generale Mario Zappia. Nel frattempo spetterà alla Magistratura e alla Corte dei Conti fare piena luce sui fatti accaduti, su eventuali responsabilità penali, civili e amministrative nonché su ipotetici intrecci affaristici che dalla vicenda potrebbero emergere.

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La ex Cattolica, con una sua nota, ha ammesso la sostituzione di Zappia su richiesta della Regione ma ha preannunciato iniziative giudiziarie contro i pareri espressi dai Ministeri della Salute e dell’Istruzione.

 

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