Pubblicato: venerdì 14 luglio, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Parole, immagini ed emozioni nel saggio-romanzo di Angelo Malinconico

di MANUELA PETESCIA

Non è un saggio destinato agli addetti ai lavori. “Psicologia analitica e mito dell’immagine” di Angelo Malinconico varca il confine della nicchia scientifica e diventa quasi un romanzo: il romanzo, a tratti anche autobiografico, delle psicologie del profondo alla ricerca di un senso. Il punto di riferimento attorno al quale ruotano storie e percorsi analitici è Paolo Aite, figura storica e carismatica dello junghismo italiano, maestro dello stesso Malinconico e interprete di spicco della terapia psicoanalitica associata alle immagini, nota come “Gioco della Sabbia”: il paziente si racconta anche attraverso le arti figurative e completa il senso delle sue parole con il disegno. In un lungo dialogo immaginario con Paolo Aite, fatto di, lettere, ricordi, riflessioni, spunti raccolti perfino nel bel mezzo di una passeggiata – utili pensieri insaturi (come li chiama lo stesso autore) – Angelo Malinconico ci spiega come e perché le parole, da sole, siano insufficienti e talvolta perfino distruttive, quando non corrispondano all’esperienza simbolica in atto. Le immagini del passato, del presente o del futuro alla fine corrono in aiuto di entrambi, allievo e maestro, sia per esprimere appieno la psiche sia per indagarla in quel rapporto analitico unico e inviolabile che lega il paziente al suo analista. Un rapporto oggi diverso dal passato, più autentico, più paritario, più umile, fatto quasi di insegnamenti reciproci, attento a non scivolare nella hybris, la stima esagerata di se stessi e della propria potenza che impedisce all’uomo di riconoscere i propri limiti e ipoteca qualsiasi interpretazione analitica. Psicologia analitica e mito dell’immagine vuole essere dunque un omaggio al grande maestro junghiano Paolo Aite, ma alla fine è un libro che conduce il lettore, in punta di piedi, in quel labirinto di immagini e di emozioni che dimorano in ognuno di noi e che arrancano alla ricerca di un senso.

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Editorialista Pasquale Di Bello - Direttore responsabile Manuela Petescia

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