di ANNA MARIA DI MATTEO
La discarica intercomunale di Montagano sarà ampliata. Il via libera è arrivato dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato dal Codacons contro l’iniziativa promossa dalla Regione, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri competenti. I giudici di palazzo Spada, in sostanza, hanno confermato la sentenza del Tar. «Gli atti di cui si chiede l’annullamento – hanno motivato nel dispositivo – non riguardano la costruzione di discariche o di nuovi impianti di smaltimento, bensì l’adeguamento e l’ampliamento di un impianto preesistente per il recupero della frazione organica dei rifiuti, destinato a ridurre i quantitativi dei rifiuti conferiti in discarica».
Fin qui il Consiglio di Stato, a cui hanno fatto eco gli avvocati del Codacons Massimo Romano e Pino Ruta. «I giudici – hanno commentato – hanno riconosciuto l’obbligatorietà della valutazione d’impatto ambientale e di quella ambientale strategica che la Regione dovrà espletare a garanzia dell’ambiente e dei cittadini. La realizzazione dell’opera – hanno proseguito dal Codacons – non potrà avvenire se non dopo le procedure a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Per ora, quindi, dell’opera neanche l’ombra”.
Secondo il progetto della Regione, la discarica di Montagano dovrebbe essere ampliata di ben cinque volte, in deroga al piano regionale dei rifiuti, portando l’impianto ad una capienza di 50mila tonnellate di rifiuti all’anno. Una decisione contro la quale si sono mobilitati i cittadini dei comuni della zona, oltre alle associazioni ambientaliste che temono gravi ripercussioni per la salute e per l’ambiente.
Non solo: l’attenzione dei cittadini è massima rispetto alla possibilità che in Molise arrivino rifiuti provenienti anche da fuori regione, con i rischi ambientali e sociali che ciò comporterebbe per il territorio.
Una vicenda che tuttavia per le associazioni ambientaliste non è ancora chiusa. «La battaglia dei cittadini è soltanto rinviata», è la promessa del Condacons



