Amori contrastati e lotte intestine. Un connubio che ha percorso in lungo e in largo la storia, intrecciandosi alla leggenda.
Come quello tra Tristano e Isotta, di origine celtica ma popolarissimo durante il Medioevo e tuttora fonte di opere più disparate.
L’amore ostacolato di Romeo e Giulietta, protagonisti della tragedia scritta da Shakespeare tra il 1594 e il 1596. Esattamente dieci anni dopo la pace sancita a Campobasso nei giorni della Quaresima del 1587 tra la Confraternita dei Crociati e quella dei Trinitari. Sul cui sfondo si snoda la storia di un amore tragico: quello tra Delicata Civerra e Fonzo Mastrangelo. Trinitario lui, Crociata lei, sbocciato proprio mentre le due congreghe erano in conflitto, tanto da proibire i matrimoni misti.
Contrapposizione sfociata anche in fatti di sangue, fino alla pace, sancita per opera di un frate Cappuccino, Geronimo da Sorbo.
Una pace, La Pace, che l’associazione Crociati e Trinitari ha riproposto riportando la città indietro di cinque secoli. Con lo sfarzo dei costumi delle dame e dei dignitari, con la semplicità di quelli delle donne del popolo e delle 67 coppie che poterono finalmente tornare a sposarsi.
Gli spettacoli a Largo San Leonardo, con le sfilate per le strade principali del centro e la rievocazione della Pace. Fino al torneo del Fiore, con quattro cavalieri e il moro incitati da una folla entusiasta. La rosa bianca della vittoria, solo per la cronaca, è andata al cavaliere Crociato, ma la consegna dei due simboli, rosso con la crocia bianca quello della confraternita che aveva come sede Santa Maria della Croce, dentro le mura. Con quello blu dei Trinitari, che avevano eletto chiesa madre proprio l’odierna Cattedrale. Da quell’unione è nato il simbolo che ancora oggi rappresenta la città, con i colori rossoblu finalmente uniti.
Lo spettacolo finale dell’incendio del Municipio, ha tenuto inchiodate nella piazza qualche migliaio di persone che tornando a casa si sono interrogate se sentirsi Trinitarie oppure Crociate.
Un tuffo indietro nella storia per vivere con più consapevolezza la vita contemporanea.



