di ANNA MARIA DI MATTEO
Il rendiconto generale per il 2014 della Regione ha ottenuto la parificazione dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, che tuttavia non ha mancato di sottolineare molte criticità, riscontrate soprattutto nelle voci che riguardano il disavanzo sanitario e l’indebitamento.
Il giudizio di parificazione, nel corso dell’udienza pubblica che si è svolta a Campobasso alla presenza delle massime autorità politiche e militari della regione. Assente il governatore Frattura, al suo posto il vice presidente Petraroia.
Partendo dalla legge di assestamento di bilancio di previsione 2014, la magistratura contabile ha sottolineato come la norma si stata impugnata dal Governo dinanzi alla Corte Costituzionale, perché la Regione, nel ripartire il ripiano del disavanzo sanitario in dieci anni, non avrebbe rispettato il principio fondamentale dell’equilibrio di bilancio. E il procuratore regionale Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, nella sua requisitoria, si è soffermato sul disavanzo sanitario, che dal 2007 sottopone alla Regione al piano di rientro.
Il tavolo tecnico nazionale, nell’ultima riunione, ha rideterminato in 37 milioni di euro il disavanzo non coperto per il 2014, mentre la perdita complessiva cui dare copertura, al 31 dicembre 2014, è stata determinata in 290 milioni e mezzo. Un disavanzo che, tradotto in percentuale, è salito dal 41,9 del 2013 al 48,1% del 2014.
Una situazione che ha determinato l’aumento automatico delle aliquote Irpef e Irap.
Critiche sono state poi mosse anche sulle società partecipate. «La Regione, pur essendo titolare di numerose partecipazioni, non ha ancora provveduto alla razionalizzazione, così come prevede la legge», è stato detto nel corso dell’udienza pubblica.
E non sono mancati i riferimenti alla società in house Korai, alla Gam, alla Molise Dati, per le quali la Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti ai quali la Regione non ha risposto.
Dunque una parificazione con riserva, quella che la magistratura contabile ha dato alla Regione, perché le eccezioni e le riserve presentate sono davvero tante. La mancata parificazione avrebbe rappresentato la paralisi dell’intera regione. Una ulteriore mazzata che, come al solito sarebbe finita sulla testa dei molisani.



