Giallo Pietracatella, disposta perquisizione di computer nell’Agrario di Riccia

AperturaGiallo Pietracatella, disposta perquisizione di computer nell'Agrario di Riccia

Cinque computer fissi e i portatili di due classi dell’istituto Agrario di Riccia dovranno passare sotto la lente degli esperti di informatica della Polizia.
I tecnici dovranno seguire le tracce relative alla navigazione sul web, che abbiano a che fare con le parole ricina, veleno, solfato di ammonio deep web e dark web.
L’incarico di sequestrare tutti i dispositivi all’interno di due classi dell’Istituto agrario e per lo sviluppo rurale di Riccia è stato disposto dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli.
Gli specialisti della polizia dovranno esaminare le memorie di una cinquantina di notebook, di due classi dell’Agrario e i portatili di una terza classe dislocata nei locali della scuola media di contrada Caccia Murata, sempre a Riccia.
Gli apparecchi saranno sequestrati martedì prossimo, 13 ottobre. Un lavoro enorme attende gli agenti del reparto scientifico a cui la Procura ha affidato non solo l’incarico di seguire sulla navigazione visibile dei Pc le parole che hanno a che fare con la ricina. Ma soprattutto di scandagliare anche la parte cosiddetta nascosta di internet. Quel dark web, cioè, dove qualcuno avrebbe potuto comprarle il veleno, trovato poi in una quantità 140 volte superiore a quella letale negli organi di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi.
Gli investigatori dovranno perciò verificare l’eventuale utilizzo di strumenti destinati alla navigazione anonima o all’accesso di piattaforme come Tor browser o strumenti analoghi ma anche la presenza di indirizzi onion (sempre la parte nascosta di internet) per cercare file compatibili a questo tipo di ricerche.
L’istituto Agrario di Riccia, in questi mesi più volte finito sotto i riflettori, riveste un ruolo centrale in questa indagine. Quella è la scuola dove insegna matematica Monia, la donna messa a confronto con Gianni Di Vita nella Questura di Campobasso, indicata come una amica stretta del marito e padre delle due vittima. Ma in quella scuola, Michele il marito della professoressa, lavora come tecnico di laboratorio. Proprio in questi giorni, persone vicine alla coppia sono state sentite negli uffici di via Tiberio dal capo della Mobile Marco Graziano. Non si può escludere che nell’ultimo faccia a faccia con la Procuratrice, avvenuto un paio di giorni fa, siano emersi fatti nuovi che hanno provocato questa ennesima accelerazione nelle indagini.

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