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domenica, Settembre 20, 2026

Acqua, le opposizioni chiedono consiglio monotematico su Tubone con la Puglia

AperturaAcqua, le opposizioni chiedono consiglio monotematico su Tubone con la Puglia

 

“L’acqua non è una questione di parte, ma una responsabilità collettiva”.
Una frase che potrebbe essere incisa su un cartello da apporre all’imbocco del lago di Guardialfiera.
L’annuncio con il quale il gruppo del Partito Democratico ha chiesto di discutere del Tubone in Consiglio regionale sembra più l’epitaffio dall’invaso del Liscione che un programma politico sul futuro del bacino.
Il cambio degli equilibri politici, alla guida della Regione Puglia ora c’è Antonio Decaro e non più Michele Emiliano, potrebbe aver cambiato il livello del confronto per la gestione dell’acqua. Anche se entrambi del Pd, Decaro ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’ex capogruppo Micaela Fanelli fin da quando era sindaco a Bari e presidente dell’Anci.
La richiesta del gruppo Dem di discutere del caso in consiglio regionale è stata sottoscritta anche dai cinque stelle Gravina e Primiani
“Una prima lettura del progetto – hanno commentato i cinque sottoscrittori dell’opposizione – ha destato forte preoccupazione -. Le perplessità e le criticità espresse negli ultimi anni – aggiungono – trovano oggi elementi concreti, che richiedono un approfondimento serio e una discussione urgente”. Il progetto resta quello della cosiddetta interconnessione a Finocchito, cioè la maxi condotta di una dozzina di chilometri sottoterra, il cosiddetto Tubone, che dovrebbe congiungere il Lago di Guardialfiera allo snodo di Occhito per dirottare l’acqua in surplus verso la Capitanata.
Ma prima di compiere passaggi decisivi, dicono dal Molise, serve sedersi a tavolino, mentre da questo orecchio la Regione Puglia pare non sentirci e dimostra di voler andare avanti per accaparrarsi l’acqua in eccesso che viene rilasciata dal lago di Guardialfiera. Quanta acqua? E’ la domanda da un milione di euro alla quale nessuno sa ancora rispondere con precisione. Quelli che oggi hanno i capelli bianchi ricordano il Biferno come un torrente ricco e impetuoso nel suo scendere da Bojano verso il mare. Poi, alla sorgente, metà acqua del fiume è stata dirottata verso la Campania. Rimettere sul piatto anche quell’accordo, considerato che il Biferno è il maggiore portatore d’acqua verso il lago del Liscione non sembra una eresia, considerato che l’acqua è di tutti e non un fatto di parte. Salvo epitaffio a futura memoria del Lago di un tempo.

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