Il viaggio dall’Italia alla Germania, che durava anche due settimane, su vagoni affollatissimi, senz’aria, bui, con un solo secchio per i bisogni corporali e un fetore insopportabile. Baracche fredde, circondate da filo spinato, con l’acqua che filtrava dal tetto e i ghiaccioli lunghi 30 cm. Sacchi di paglia marcia per dormire, che ospitava cimici e pidocchi. E poi la fame, la fame terribile che spingeva a mangiare anche i topi e gli insetti. I racconti dei deportati molisani e italiani nei campi di concentramento in Germania sono tutti simili. Le storie dei circa 650.000 militari che rifiutarono l’alleanza, dicendo “no” al nazifascismo e costretti a lavori forzati, alcuni fino a morirne. Tra loro anche molti molisani che stamattina sono stati ricordati in Prefettura a Campobasso, con una cerimonia cui hanno partecipato i loro familiari, sindaci, rappresentanti delle forze dell’ordine, studenti.Â
Benedetto Michele, Benedetto Pasquale, Bucci Egidio, Ciocca Salvatore, D’Elia Domenico, D’Elia Francesco, Iannandrea Mario Crocifisso, Lombardi Armando, mandato Giuseppe, Molisano Luciano, Oriente Nunzio, Oriente Raffaele, Tamburro Domenicantonio sono gli internati che sono stati ricordati nella cerimonia per la Giornata nazionale degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi, che ha visto un recital storico teatrale a cura di Fabrizio Nocera e Pippo Venditti e l’intervento del professore Giuseppe Iglieri. La medaglia d’onore, concessa dal presidente della Repubblica, è stata consegnata dalla prefetta Michela Lattarulo ai familiari.



