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venerdì, Agosto 21, 2026

Motociclette e rumore. Una minaccia per la salute, soprattutto dei bambini

EditorialiMotociclette e rumore. Una minaccia per la salute, soprattutto dei bambini

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

di Maria Cornacchione*

Nel mese di luglio si è svolta a Termoli la cerimonia di consegna della Bandiera Verde che il comitato di pediatri italiani e stranieri, fondato e presieduto dal professor Italo Farnetani, ha assegnato alla città molisana, riconoscendo che le sue spiagge sono a misura di bambino, in quanto rispettano i seguenti requisiti: acqua pulita, fondale basso, sabbia fine, spazi ampi, assistenza e sicurezza grazie alla presenza di lidi attrezzati e bagnini, aree gioco, integrazione con il tessuto cittadino. Natura dei luoghi e organizzazione dei servizi creano dunque un ambiente ideale per i più piccoli.
L’ attenzione per il benessere psico-fisico dei bambini non dovrebbe però limitarsi al contesto balneare, ma considerare tutti i fattori di rischio, presenti nell’intera area urbana. Un problema molto serio è rappresentato dall’inquinamento acustico prodotto dal traffico, in particolare dalle moto, che passano di continuo, giorno e notte, per le vie della città emettendo spesso rumori intollerabili. Questo fenomeno, molto diffuso sul nostro territorio, non è solo elemento di disturbo della quiete pubblica, ma anche una minaccia per la salute, in special modo per quella dei bambini. Il rumore è un nemico subdolo. Quando, benché intenso, è di breve durata, molti lo archiviano come un fastidio momentaneo, ignorando i danni gravi e permanenti che può determinare, soprattutto negli organismi ancora in via di sviluppo.

Sono proprio i pediatri, la stessa categoria di professionisti che ci ha premiati per la bontà delle spiagge, a spiegarci che l’apparato uditivo dei bambini è estremamente vulnerabile, in quanto ancora in fase di maturazione. Rispetto all’adulto, la membrana del timpano e la catena dei tre ossicini (martello, incudine e staffa) sono più sottili, elastiche e delicate, per cui i rumori forti si trasmettono con maggiore violenza verso l’orecchio interno; il canale che porta il suono al timpano è molto breve, per cui la pressione sonora che colpisce il timpano risulta sensibilmente più elevata e amplificata a parità di decibel esterni; il “riflesso stapediale”, cioè la contrazione muscolare involontaria che irrigidisce gli ossicini per attenuare i suoni forti, non è ancora pienamente sviluppato e, in ogni caso, troppo lento per proteggere l’orecchio; le cellule ciliate, interne alla coclea, responsabili della trasformazione delle onde sonore in impulsi elettrici per il cervello, se vengono danneggiate da un trauma acustico non si rigenerano, con conseguente perdita uditiva permanente. Per tutti questi motivi, il passaggio di una moto, che generi un picco improvviso di rumore e una conseguente onda d’urto acustica immediata, costituisce una minaccia concreta.
I pediatri ci informano anche di altre conseguenze negative che i rumori hanno sulla salute dei bambini. La Società Italiana di Pediatria (SIP), nelle sue raccomandazioni contro l’inquinamento acustico urbano, include i veicoli a due ruote tra i principali fattori di disturbo dello sviluppo neuro-cognitivo dei più piccoli. Riviste pediatriche autorevoli (come l’Uppa Pediatrica) spiegano che l’esposizione a forti rumori del traffico stradale, come quello dovuto all’accelerazione delle moto, riduce le capacità mnemoniche a breve e lungo termine e rallenta lo sviluppo delle competenze di lettura nei bambini in età scolare. I pediatri dell’Intergruppo Ambiente e Salute parlano di risposte ormonali, evidenziando che i rumori improvvisi e violenti, tipici di una moto che accelera, attivano nei bambini il sistema nervoso simpatico, provocando un aumento immediato di cortisolo e adrenalina, del battito cardiaco e inducendo a stati di irritabilità e ansia costante.
Si potrebbe ampliare il discorso parlando delle persone con disturbi dello spettro autistico, che hanno una particolare sensibilità agli stimoli esterni, in particolare ai suoni. O delle persone ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), per le quali i rumori forti e improvvisi sono dei veri detonatori, in quanto non filtrati adeguatamente dal cervello, come accade nei soggetti neurotipici. Recenti contributi di letteratura scientifica evidenziano come spesso sia proprio il rumore a far insorgere i sintomi del disturbo, rappresentandone quindi la causa diretta. Infine si pensi a chi, per motivi di salute o per impegni di lavoro o studio o qualsivoglia altra esigenza personale, sviluppa stress perché disturbato durante le sue attività o durante il riposo.
Dunque, se da un lato esistono situazioni nelle quali si ravvisa una maggiore criticità, dall’altro il fenomeno e i danni che ne derivano riguardano davvero tutti. Due recenti articoli, pubblicati da una testata giornalistica locale, testimoniano al riguardo il disagio e la preoccupazione dei residenti di alcuni quartieri, che riferiscono di caroselli di moto e stili di guida irresponsabili.
Probabilmente in altri paesi europei c’è una maggiore sensibilità riguardo a questo problema, come dimostrano alcune iniziative intraprese per il controllo del traffico stradale. In Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio e Svizzera sono in atto già da anni delle sperimentazioni che impiegano dispositivi in grado di rilevare la rumorosità di veicoli e motoveicoli, fotografarne la targa e comminare automaticamente la sanzione (come fanno gli autovelox per la velocità) o sistemi che collegano le registrazioni audio a telecamere a circuito chiuso della polizia locale, che è così in grado di individuare i trasgressori in tempo reale. In Italia i radar acustici non sono utilizzati sulla pubblica strada. L’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) può monitorare l’Inquinamento acustico causato da auto e moto tramite centraline fonometriche che misurano i decibel complessivi di una via o di un quartiere per creare mappe acustiche, ma la mancanza di telecamere impedisce di associare il rumore al singolo veicolo passante. La legge tuttavia impone di non superare una soglia oltre la quale il rumore è considerato dannoso. Come si può dunque combattere il fenomeno?
Si tratta di un male ineluttabile? Assolutamente no! Le norme esistono, il punto è farle rispettare.
Occorre intensificare i posti di controllo sulle strade, ad oggi evidentemente insufficienti, e applicare le sanzioni previste dal Codice della Strada, nel caso siano riscontrate delle irregolarità, come il deterioramento o la manomissione degli scarichi (in particolare la rimozione del dispositivo di cui i veicoli sono dotati per contenere le emissioni sonore, il cosiddetto dB Killer) o il superamento dei limiti di velocità. L’aumento dei controlli da parte delle forze di polizia può scoraggiare il malcostume dilagante che trasforma alcuni motociclisti in centauri rombanti. Se questa azione di presidio assumesse una dimensione significativa, riuscirebbe a correggere il comportamento di chi ritiene la strada una terra di nessuno dove può fare impunemente quello che gli pare.
Va considerato inoltre che la scelta virtuosa di un ambiente a basso impatto acustico rappresenta un elemento di valorizzazione della città, più attenta alle esigenze dei residenti, ma anche più accogliente per chi viene da fuori. Insomma un ottimo biglietto da visita per il turista.
I cittadini rispettosi delle regole della convivenza civile sono sicuramente la maggior parte, ma si vedono spesso costretti a subire. Ciò è profondamente ingiusto. Chi può e deve, perché il ruolo che riveste contempla tale obbligo, agisca nell’interesse del bene comune. Si confida in un’azione immediata ed efficace del Sindaco, prima autorità sanitaria locale, dell’amministrazione comunale, delle forze dell’ordine preposte e, eventualmente, nell’intervento diretto del Prefetto.
Termoli ha indubbiamente una spiaggia meravigliosa, un mare pulito, delle notevoli testimonianze di arte e di storia, tradizioni, cucina e tanto altro. Ma tutto questo non è sufficiente a farne un luogo vivibile. Occorre intervenire con determinazione per contrastare i comportamenti scorretti che compromettono il bene più prezioso della comunità: la salute.
*insegnante.

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