29.7 C
Campobasso
giovedì, Agosto 20, 2026

Giallo Pietracatella, Gianni di Vita di nuovo ascoltato in Questura

AperturaGiallo Pietracatella, Gianni di Vita di nuovo ascoltato in Questura

Ancora una volta, Gianni di Vita ha varcato i cancelli della Questura di Campobasso. Gli inquirenti lo hanno voluto sentire di nuovo in merito alla morte per avvelenamento da ricina di sua moglie, Antonella di Jelsi e di sua figlia Sara. Polo verde e jeans, Di Vita è entrato intorno alle 11 del mattino dall’ingresso principale, arrivando a piedi e dallo stesso è uscito sei ore dopo, alle17. Non lo hanno sentito come fatto precedentemente, ma, da quanto si è appreso, in un confronto cosiddetto all’americana, con una donna, una sua amica insegnante. Anche lei già ascoltata più volte, pure di recente, a ridosso di ferragosto. Un confronto, si è appreso, per alcune divergenze che sarebbero emerse nelle rispettive dichiarazioni rese in passato. Ai cronisti che lo hanno subito assediato, all’uscita dalla questura, Gianni Di Vita non ha risposto. Scuoteva il capo alle tante domande. Ha solo detto: “A molte di queste potete darvi risposte da soli”.


Negli uffici di Via Tiberio lo attendevano il capo della Squadra Mobile Marco Graziano e la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli,. Anche lei, all’uscita, non ha rilasciato dichiarazioni.

Gli inquirenti stanno mettendo insieme, da mesi, testimonianze, centinaia quelle a verbale, cercando eventuali discordanze, punti da approfondire. Anche Alice Di Vita è stata nuovamente ascoltata qualche giorno fa.
Ci sono poi le scadenze degli esami da parte degli esperti del Koch Intistute di Berlino, che con gli agenti di mobile e scientifica italiani e quelli della polizia tedesca, lo scorso 30 luglio, hanno passato al setaccio la casa delle vittime a Pietracatella. Insomma sono giorni cruciali, questi
Proprio dalla Germania si è saputo che, dalle analisi del sangue di Gianni e Alice Di Vita, dopo i prelievi effettuati lo scorso primo luglio, tutti e due sono risultati negativi alla ricina. Dunque per gli esperti tedeschi, padre e figlia non sono mai venuti a contatto con il veleno. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha però voluto precisare che “non c’è, al momento ancora una comunicazione scritta circa la positività”. La Procura nei giorni scorsi ha anche sequestrato a Gianni Di Vita un computer e 10 pen drive, le chiavette esterne contenti dati e file.

Ultime Notizie