Riceviamo e pubblichiamo la nota del Consigliere regionale del Movimento 5 stelle Angelo Primiani sulla sanità
“L’ultimo verbale del Tavolo di monitoraggio ministeriale sul DM 70 del 17 giugno fotografa una realtà impietosa: la sanità molisana non è affatto sulla strada del risanamento, ma resta intrappolata in una gestione fatta di ritardi, documenti mancanti e servizi essenziali che di fatto esistono solo sulla carta.
Il dato più allarmante riguarda la Rete Ictus. Per l’attivazione della Neuroradiologia e della Radiologia interventistica presso il Cardarelli di Campobasso si parla di giugno 2027, mentre per l’arruolamento di specialisti competenti bisognerà attendere ottimisticamente il 2028. Almeno queste sono le deadline fissate dai ministeri ma sappiamo bene che spesso la struttura commissariale non ha fatto i compiti a casa, bucando le scadenze imposte da Roma. C’è quindi il rischio concreto che i molisani debbano aspettare anni per avere una Stroke Unit pubblica completa. Inoltre, il Ministero solleva dubbi a mio avviso inquietanti sulle modalità di accesso dei pazienti presso il Neuromed. Dubbi che avevo sollevato un minuto dopo l’approvazione del Decreto che istituiva la Rete Ictus: com’è possibile che i pazienti vi accedano autonomamente se non esiste un Pronto soccorso? I commissari ora si limitano a dire che in 10 mesi nessun paziente si è recato al Neuromed in maniera autonoma. Come a dire: “Finora non è mai successo, quindi non succederà”. Ma stiamo scherzando? Vi sembra questo il modo di programmare attività da cui può letteralmente dipendere la vita o la morte di un paziente? Senza contare poi che proprio nel Decreto istitutivo furono loro stessi a scrivere che i pazienti avrebbero potuto recarsi al Neuromed a seguito di autodiagnosi. Una follia che oggi fa il paio con una visione schizofrenica della sanità ormai evidente a tutti.
Intanto, anche i Ministeri vogliono vederci chiaro sulla tipologia di funzione attribuita alla struttura privata convenzionata. Su questo: nessuna risposta.
Ma non è tutto: da Roma non fanno sconti e impongono ancora una serie di adempimenti tassativi che dimostrano l’inadeguatezza della programmazione regionale. In particolare, ordinano una riduzione drastica di almeno il 60% delle unità operative complesse in esubero entro tre anni.
Su Agnone, la struttura commissariale non ha fornito alcuno straccio di cronoprogramma per la transizione verso l’ospedale di Comunità.
Intanto, viene confermata la chiusura del Punto nascita di Isernia e dell’emodinamica di Termoli: “I tempi di attuazione – si legge nel verbale – dipenderanno dalla revisione dell’analisi sui tempi di percorrenza stradali a seguito dell’alluvione”. Insomma, la chiusura non è affatto scongiurata, a meno che il centrodestra non intenda lasciare il Molise in un perpetuo stato di emergenza, tra ponti crollati e strade dissestate.
Il Tavolo ha intimato infine di ridefinire entro sei mesi l’offerta della Casa di Cura Villa Maria e ha blindato il contratto con il Responsible Research Hospital, che dovrà restare fuori dalla rete dell’emergenza cardiologica tempo-dipendente, assorbendo le prestazioni nel pubblico al Cardarelli per evitare fughe extraregionali.
Insomma, non si può continuare a gestire la salute dei molisani con i “si vedrà”. La struttura commissariale dovrebbe riferire immediatamente in Consiglio regionale sulle gravi lacune evidenziate dai Ministeri e su come intenda garantire da subito il diritto alla cura per le patologie tempo-dipendenti senza creare disparità territoriali.
Contro una struttura commissariale fallimentare e a tutela di interessi particolari la politica sappia offrire un’alternativa credibile ma soprattutto fattibile. Perché è anche seguendo le indicazioni del Tavolo tecnico che è possibile creare un modello virtuoso di sanità.”



