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martedì, Agosto 18, 2026

Vendemmia 2026, bene il Molise ma cantine lanciano allarme su giacenze

Ambiente e territorioVendemmia 2026, bene il Molise ma cantine lanciano allarme su giacenze

La vendemmia 2026 parte con buone prospettive sul fronte della qualità, ma nelle cantine italiane cresce la preoccupazione per le scorte ancora elevate della precedente annata. La raccolta è iniziata mediamente con circa dieci giorni di anticipo e, salvo i danni provocati dalla grandine in alcune aree del Piemonte e del Teramano, le prime indicazioni sono positive. A pesare sul settore sono soprattutto le giacenze. Secondo i dati del report “Cantina Italia” dell’Icqrf, al 31 luglio erano oltre 23,5 milioni gli ettolitri di vino Dop ancora presenti nelle cantine italiane, ai quali si aggiungono 10,9 milioni di ettolitri di vino Igp. Tra le regioni con le maggiori quantità di vini Dop in giacenza figurano Veneto, Toscana, Piemonte e Trentino-Alto Adige. Il Molise, invece, si mantiene su livelli decisamente più contenuti, con 43.591 ettolitri di vini a denominazione ancora stoccati. Le organizzazioni cooperative lanciano però l’allarme: se la produzione non viene programmata in base alla capacità del mercato di assorbire il prodotto, il rischio è una pressione al ribasso sui prezzi e una riduzione della liquidità per le aziende. Tra le possibili soluzioni torna così a essere considerata la distillazione di crisi, misura eccezionale prevista dalla normativa europea per trasformare le eccedenze di vino in alcol destinato a usi industriali o energetici. Si guarda anche alla vendemmia verde e alla riduzione delle rese, già adottata in Toscana e Abruzzo per alcune denominazioni. Sul fronte degli eventi atmosferici, particolarmente grave la situazione nell’Alto Novarese, dove una violenta grandinata avrebbe distrutto circa il 90% della produzione in diversi comuni, provocando pesanti danni a centinaia di aziende.

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