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venerdì, Agosto 14, 2026

L’ultimo saluto a Enrichetto Miserere dell’ex sindaco Tullio Farina

AttualitàL'ultimo saluto a Enrichetto Miserere dell'ex sindaco Tullio Farina

La vigilia dell’Assunta, la Madonna ha voluto riunire di nuovo tutta la famiglia Miserere chiamando a sé il capo famiglia, Enrichetto, chiamato da tutti z’ Richett’ per la sua affabilità, gentilezza, cortesia e soprattutto loquacità e capacità di dialogare con tutti.

Ho conosciuto zio Enrichetto fin da giovanissimo, quando nelle stagioni invernali, nella sua casa si ammazzava il maiale, tradizione locale che si ripeteva ogni anno. Si mostrava sempre ospitale e gentile ed era bello parlare con lui perché conosceva molte cose del passato.

C’è da dire però che la vita per lui è stata fiaccata da tre morti premature, prima il figlio Gabriele, poi la moglie Rosina e infine la figlia Raffaella. Ha saputo affrontare tutte queste situazioni dolorose con coraggio e forza d’animo rimettendosi sempre nelle mani del Signore. Ha affrontato pertanto la vita con molta determinazione, non si è arreso mai, ha sempre visto il lato positivo delle cose. Uomini come lui ce ne sono pochi perché di fronte a tre disgrazie, altri avrebbero buttato la spugna e si sarebbero rinchiusi in se stessi. Zio Richetto invece pur avendo dentro di sé un vuoto incolmabile e un dolore indicibile, si è mostrato sempre loquace ed attivo. Ha lavorato fino a pochi mesi fa la campagna a cui era legato moltissimo. E’ stata anche una persona generosa ospitando a casa i suoi amici e negli ultimi anni anche alcuni argentini che oggi di sicuro lo piangono con profondo dolore. A tal riguardo mi ritorna alla mente un ragazzo argentino che stando con lui, lo chiamava nonno Enrico. L’ultima volta che ho parlato con lui è stato al bar quando è venuto con un amico argentino e si è messo a dialogare con noi mantenendo la discussione per oltre un’ora. In quel momento ho capito che mi trovavo di fronte a un uomo che nonostante i suoi anni, aveva una mente lucida e ricca di esperienze e di conoscenze. Purtroppo una banale caduta ha complicato la sua esistenza perché da quel giorno non è stato più bene. Le due persone più care, il genero Armando e la nipote Enrica, gli sono state sempre vicino con premura ed attenzione. Qualche settimana fa, sono andato a trovarlo nella casa per anziani dove stava nella stanza con un altro triventino. Anche in questa occasione ha dimostrato la sua lucidità mentale e la sua loquacità parlando di varie cose. Oggi Trivento è priva di una persona degna di essere ricordata per come ha saputo affrontare la sua esistenza, soprattutto nei passaggi più dolorosi.

Adesso zio Enrichetto, cosi come hai fatto durante la vita, continua a proteggere la tua adorata nipote Enrica , il tuo genero Armando e tutti gli altri parenti ed amici che ti hanno voluto sempre bene

Addio zio Enrichetto, festeggia la Madonna dell’Assunta con tutti i tuoi cari. Mancherai anche a tutti noi

 

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