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domenica, Agosto 9, 2026

Vendemmia 2026 in anticipo. In Molise si punta sulla Tintilia

AttualitàVendemmia 2026 in anticipo. In Molise si punta sulla Tintilia

Sotto la canicola di questa estate la vendemmia gioca d’anticipo, con l’avvio già dato, dalla Sicilia, dall’Alto Adige dalla Franciacorta alla Maremma, alla raccolta delle uve tipiche della base per lo spumante per continuare con le altre varietà precoci a partire da domani, giorno di San Lorenzo, in cui oltre 700 cantine associate al Movimento del Turismo del vino apriranno le porte agli appassionati per “Calici di stelle”, tradizionale brindisi notturno per ammirare lo sciame delle Perseidi in cielo. Nella notte delle stelle cadenti. La vendemmia di quest’anno, inoltre, secondo gli esperti presenta la novità del tetto alle rese produttive, già deliberata da Toscana e Abruzzo e chiesta alla Regione dall’Istituto marchigiano di tutela vini, per far stare sul mercato il vino made in Italy, senza gravare le cantine con ulteriori giacenze di invenduto.
In Molise si punta al rilancio della Tintilia doc, sollecitato da Coldiretti, per rimette in carreggiata le aziende alle prese con gli aumenti dei costi di produzione, che a catena determinano il rincaro dell’uva e un immancabile impennata del prezzo delle bottiglie.
Sul piano della qualità la vendemmia di quest’anno presenta caratteristiche simili a quella del 2025.
Si punta dunque sulla qualità e, salvo aree del Basso Molise colpite dalla grandine, lo stato generale delle uve dà una carica di ottimismo ai viticoltori che prefigurano una buona annata.
Il disciplinare della Tintilia, introdotto nel 2011 e modificato nel 2014 porta la denominazione doc a 400 metri sul livello del mare fino a 200 in regime di indicazione geografica protetta. Oggi Coldiretti chiede di estendere a tutti i comuni la possibilità di produrre Tintilia. Che resta l’unico marchio che identifica un territorio, sebbene ora piuttosto snaturato dal vitigno di origine, nato nel quadrilatere Mirabello, Campobasso, Ferrazzano, Montagano.
La tintilia resta comunque l’unico vitigno autoctono ad identificare un territorio e allora in alto i calici, aspettando di stappare le bottiglie dell’annata 2026.

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