
Il Molise si conferma la regione italiana più colpita dalla desertificazione bancaria.
Secondo i dati della Banca d’Italia, elaborati dalla CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, il territorio molisano presenta la percentuale più alta di comuni privi di sportelli bancari e una dinamica di chiusure tra le peggiori d’Italia per l’ultimo quinquennio.
Alla fine del 2025 gli sportelli bancari operativi in Molise erano 73, ovvero 25 sportelli ogni 100.000 abitanti.
La distribuzione territoriale è particolarmente critica: 57 sportelli per la provincia di Campobasso e appena 16 per la provincia di Isernia.
Questo significa che decine di migliaia di cittadini, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli centri, devono percorrere chilometri per effettuare operazioni bancarie di base con evidenti disagi per persone anziane o con mobilità ridotta.
A soffrire della situazione, però, sono anche le piccole e micro imprese che costituiscono il tessuto produttivo principale della regione. Con la scomparsa degli sportelli fisici, infatti, l’accesso al credito diventa più difficile e costoso e le risorse raccolte sul territorio tendono, così, ad essere impiegate altrove.
A peggiorare un quadro, già drammatico, i frequenti assalti ai bancomat del basso Molise che privano ulteriormente i cittadini di questo servizio.
I dati, comunque, sono preoccupanti anche nel resto d’Italia: in appena 10 anni il Paese ha perso più di un terzo degli sportelli. Tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da poco più di 30.000 filiali a circa 19.000.
Un fenomeno che colpisce le realtà più piccole e favorisce lo spopolamento.
Tra i comuni con meno di 1000 residenti, infatti, 9 su 10 sono privi di una banca.



