Gli investimenti annunciati da Stellantis non bastano a rassicurare i lavoratori dello stabilimento di Termoli. I rappresentanti sindacali di fabbrica di Fim, Uilm, Fismic e Ugl chiedono un confronto urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la presenza dell’amministratore delegato Antonio Filosa, per definire il futuro del sito produttivo.
È questo il messaggio più forte emerso dalla riunione del Consiglio dei rappresentanti sindacali. Secondo i delegati, il nuovo investimento sulla produzione del cambio elettrificato a doppia frizione e l’annuncio dell’avvio del motore FireFly nella versione omologata Euro 7 non sono sufficienti a garantire una prospettiva industriale stabile né a tutelare i 1750 lavoratori dello stabilimento molisano. Le novità comunicate dall’azienda, sostengono le parti sociali, non risolvono le criticità di un impianto che continua a fare ricorso ai contratti di solidarietà e agli ammortizzatori sociali.
I rappresentanti dei lavoratori chiedono quindi un cambio di passo. L’obiettivo indicato è una riconversione industriale legata all’elettrificazione, considerata l’unica strada in grado di assicurare continuità produttiva, occupazione e competitività nel lungo periodo.
Nel documento viene precisato che non si tratta di una critica all’azienda, ma della richiesta di un percorso chiaro e condiviso. Per questo le organizzazioni sindacali invitano le rispettive segreterie nazionali a promuovere un tavolo ministeriale dedicato esclusivamente allo stabilimento di Termoli, con la partecipazione delle istituzioni e dei vertici Stellantis. La richiesta è che proprio in quella sede vengano assunti impegni concreti, verificabili e vincolanti sulla riconversione industriale verso l’elettrico, così da garantire certezze sia sul piano produttivo sia su quello occupazionale.



