
Intelligenza Artificiale e lavoro: il progresso ha bisogno di regole
*di Antonello Catelli* e *Maurizio Albani*
Un film senza attori. Senza registi. Senza scenografi. Senza costumisti. Senza fonici. Non è fantascienza: è già realtà. Secondo quanto riportato da “Variety”, una delle fonti più autorevoli al mondo per quanto riguarda l’industria dell’intrattenimento, Sony Pictures Entertainment effettuerà centinaia di licenziamenti, entro il 2027, al fine di ottimizzare le proprie risorse. L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro a una velocità che nessuna rivoluzione tecnologica precedente aveva mai raggiunto, e il settore creativo e culturale è solo la punta dell’iceberg.
Ma non serve guardare Hollywood per capire di cosa stiamo parlando. Basta entrare in un supermercato della nostra città: le casse automatiche si moltiplicano, quelle gestite da persone diminuiscono. La cassiera che salutava ogni mattina, che conosceva i clienti per nome, che spesso rappresentava l’unico reddito di una famiglia, viene sostituita da uno schermo. Il corriere, viene superato da un Locker automatico, il centralinista viene rimpiazzato da un Chat Bot IA, L’impiegato di banca viene scalzato dall’ App di Home Banking, il cameriere viene eclissato da un Menù QR Code …
Tutto ciò avviene silenziosamente. Senza annunci. Senza dibattito. Un turno alla volta.
I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno. Secondo le principali analisi internazionali, nei prossimi anni decine di milioni di posti di lavoro potrebbero essere trasformati o sostituiti a livello globale dall’automazione e dall’intelligenza artificiale, con un impatto significativo anche in Italia. Non si tratta di scenari lontani: queste tendenze sono già in atto, e stanno colpendo il commercio, l’artigianato, la manifattura, i servizi, la cultura. Persone che non hanno né il tempo né gli strumenti per reinventarsi dall’oggi al domani.
Ogni trasformazione economica lasciata a sé stessa ha sempre prodotto lo stesso risultato: chi aveva meno strumenti è rimasto indietro. Lavoratori rimasti senza possibilità di riqualificarsi. Famiglie colpite da cambiamenti improvvisi. Territori già fragili ulteriormente marginalizzati. La storia dovrebbe insegnarci qualcosa, eppure troppo spesso ripetiamo gli stessi errori. Non possiamo permetterci di farlo ancora.
La tecnologia, in sé, non è il nemico. L’intelligenza artificiale può migliorare la qualità della vita, aumentare la produttività, liberare le persone da lavori ripetitivi e pericolosi. Ma tutto questo può avvenire solo se il progresso viene governato con responsabilità, e non lasciato nelle mani di chi ha interesse esclusivamente a massimizzare i profitti a scapito delle persone.
Come Dipartimento Esteri e Dipartimento Tecnologie e Innovazione della Lega Molise, riteniamo che esistano proposte concrete a partire dal nostro territorio. Il Molise è una regione già fragile dal punto di vista demografico e occupazionale: uno shock sul mercato del lavoro provocato dall’automazione rischierebbe di accelerare ulteriormente lo spopolamento, svuotando i nostri borghi e privando le comunità dei giovani che rappresentano l’unica vera speranza di rilancio.
Per questo chiediamo che la Regione Molise destini risorse specifiche alla riqualificazione professionale delle categorie più esposte, con programmi concreti di formazione digitale, corsi professionalizzanti e incentivi per l’acquisizione di nuove competenze nei settori emergenti. Proponiamo anche un sostegno diretto alle imprese locali che investono nella formazione dei
propri dipendenti, affinché l’innovazione non si traduca semplicemente in sostituzione di lavoro umano.
Riteniamo inoltre indispensabile l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente, composto da istituzioni, sindacati e imprese, con il compito di monitorare in modo costante l’impatto dell’intelligenza artificiale sul tessuto occupazionale molisano e di intervenire in anticipo, prima che le criticità diventino emergenze. Infine, chiediamo alla Regione di farsi portavoce presso il
Governo nazionale affinché i territori più vulnerabili siano tutelati con misure specifiche nell’ambito di una regolamentazione nazionale ed europea dell’intelligenza artificiale, che non può più essere rinviata.
Il futuro non va bloccato. Va guidato. Una società che lascia il proprio modello economico in balia degli algoritmi senza alcun governo democratico non è libera: è una società che ha rinunciato alla propria responsabilità collettiva. Il progresso deve stare dalla parte dell’uomo. Non diventare il suo peggior nemico.
*Capo Dipartimento Esteri Lega Molise
*Capo Dipartimento Tecnologia e Innovazione Lega Molise



