Da domenica 13 luglio, 1204 autovelox sparsi sul territorio italiano verranno spenti. Entra in vigore il decreto ministeriale, firmato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, sull’omologazione dei rilevatori di velocità su strada, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Una quindicina dovrebbero essere quelli che saranno disattivati in Molise, in pratica gli stessi che il presidente del Comitato Pro Trignina, Antonio Turdò, sta segnalando da tempo, promuovendo ricorsi a favore degli automobilisti. E il provvedimento si è reso necessario proprio per mettere fine ai vari contenziosi degli automobilisti e alle polemiche sulle famigerate scatolette accusate di far fare cassa ai bilanci comunali. Gli autovelox disattivati, 1204 su 2856, non hanno problemi di funzionamento, ma hanno il problema di non essere nell’elenco dei modelli che secondo il ministero rispondono ai requisiti che dovrebbero avere. In poche parole, non sono omologati. Ed è il decreto stesso a precisare le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Regole certe quindi, su tutto il territorio, messe nero su bianco per fugare ogni dubbio e confusione e superare anche le criticità applicative venute fuori negli anni. Un modo anche per garantire accertamenti secondo le norme giuridiche e amministrative, senza possibilità di interpretazione. Tutti i dispositivi dovranno obbligatoriamente omologarsi, rispettando il dettato del decreto, e non più seguire la prassi delle approvazioni interne: sono state fissate infatti i controlli di taratura periodica annuale obbligatori sul singolo apparecchio, oltre a verifiche iniziali di funzionalità e tolleranze massime rigorose sulla velocità registrata.



