Le operazioni sono cominciate stamattina alle 10 all’interno del Robert Koch Institute di Berlino, centro all’avanguardia sul tema dei veleni e in particolare sulla ricina. Il direttore Christian Herzog preliminarmente aveva fatto presente che non è possibile l’accesso ai laboratori a personale esterno e che dunque tutte le operazioni avvengono alla presenza dei soli dipendenti. Per questo la procuratrice Elvira Antonelli ha disposto che tutto il lavoro degli esperti venga videoregistrato e che i filmati vengano poi messi a disposizione della stessa procura e delle parti, indagati e parti offese. Herzog e la dottoressa Sylvia Worbs, incaricati dalla procura di collaborare alle indagini sul giallo di Pietracatella, hanno cosi cominciato ad analizzare i campioni biologici delle vittime, Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, campioni prelevati durante le autopsie, e il sangue dei loro familiari Gianni e Alice Di Vita, prelevato invece la scorsa settimana a Campobasso. Gli stessi esperti cercano tracce della ricina negli alimenti sequestrati a casa dei Di Vita a Pietracatella negli ultimi giorni di dicembre e nei primi giorni di gennaio. Alimenti che, sempre la scorsa settimana, sono stati trasportati, con una delicata operazione coordinata dalla Squadra Mobile, dal Molise alla Germania. Terminato il lavoro a Berlino gli esperti torneranno in Italia e i primi di agosto entreranno nella casa di Pietracatella, anche qui per cercare tracce del veleno che ha ucciso Sara e Antonella.




