Per oltre quattro ore i Carabinieri del Ris di Roma hanno riprodotto la scena del presunto suicidio di Francesca Ercolini nella casa in cui la donna originaria di Campobasso fu trovata senza vita, distesa sul pavimento, alle 11.30 del 26 dicembre del 2022.
Una ventina di persone, con la Pm Roberta D’Avolio, il personale del reparto scientifico dell’Arma, i consulenti delle parti, hanno assistito alle prove che sono state filmate e fotografate.
Nell’appartamento in viale Zara a Pesaro, è stato riannodato alla ringhiera del primo piano il foulard di Gucci al quale, al piano sottostante, Francesca si sarebbe impiccata dopo essere salita su questa ringhiera lanciandosi nel vuoto.
La simulazione è avvenuta con un manichino con le stesse misure della magistrata di Campobasso, tenuto sospeso in aria per una ventina di minuti, tanti quanti secondo le ricostruzioni sarebbe rimasta appesa nel vuoto, prima di essere liberata dal marito e dal figlio rientrati a casa dopo una passeggiata.
Tra le verifiche effettuate, quella della trama del foulard che, stando alla perizia del professor Vittorio Fineschi, non sarebbe compatibile con il solco rimasto impresso sul collo della donna. Una tesi contrastata dal consulente del marito, Mariano Cingolani, secondo il quale, invece, il foulard avrebbe potuto attorcigliarsi lasciando proprio quel segno.
Ma nel corso delle indagini sono spuntate anche delle abatjour i cui cavi, invece, potrebbero essere più compatibili con la tipologia del segno impresso sul collo di Francesca. Su quei cavi dovranno essere anche eseguiti i rilievi per eventuali tracce di Dna che invece è stato trovato sul foulard originale, ancora sotto sequestro, dal quale sono emersi tre profili genetici, uno attribuito a Francesca Ercolini, gli altri due riconducibili a soggetti diversi, non ancora identificati.
Gli esperti hanno infine dovuto far oscillare il manichino per capire se il colpo che la seconda autopsia ha trovato sulla testa della donna, sia stato oppure no prodotto da un eventuale urto casuale o se invece sia stato provocato da una aggressione volontaria.
La relazione finale dei Ris sarà oggetto della discussione finale dell’incidente probatorio, già fissato dal Gip dell’Aquila Marco Billi per il 22 settembre.



