Poco più di due mesi all’inizio della nuova stagione e il calcio professionistico italiano è entrato nella fase delle verifiche e della definizione degli organici. Si è infatti chiusa la prima finestra con la presentazione delle domande di iscrizione ai campionati. Adesso il calendario prevede diversi passaggi: dai controlli della Covisoc alle procedure di riammissione e ripescaggio, fino alla composizione dei gironi che accompagneranno la stagione 2026-2027. Al momento non si registrano particolari novità rispetto alle ultime ore. Il Cosenza ha indicato lo stadio di Crotone per disputare le gare casalinghe a causa dei lavori che interesseranno il proprio impianto, mentre il Vado, che aveva fatto registrare qualche difficoltà nelle settimane precedenti, ha perfezionato regolarmente la domanda di iscrizione. Anche in Serie B le posizioni di Cesena e Juve Stabia sembrano essere regolari. Se questo quadro dovesse essere confermato, l’unica casella vacante resterebbe quella della Ternana, ormai fuori dal calcio professionistico. In questo scenario il Foggia appare nettamente favorito per rientrare in Serie C attraverso le procedure previste dalla Federazione.
In casa Campobasso, cresce l’attesa per la presentazione ufficiale di Devis Mangia e delle altre figure dirigenziali che il presidente Rizzetta ha annunciato nelle scorse settimane. Parallelamente, però, continua a tenere banco il tema legato allo stadio Molinari, uno degli aspetti centrali in vista del futuro del club. Il progetto esiste, le risorse sono state individuate e il cronoprogramma degli interventi dovrà ora essere rimodulato dal Comune di Campobasso alla luce dei nuovi fondi messi a disposizione dalla Regione e dei nuovi termini temporali. Se inizialmente si era parlato di un investimento di circa tre milioni di euro, il quadro è cambiato in maniera significativa con l’arrivo di ulteriori risorse che porteranno il valore complessivo degli interventi a circa sette milioni e duecentomila euro con il cofinanziamento del comune di Campobasso. Un elemento che inevitabilmente impone una revisione del cronoprogramma originario. A che punto siamo, dunque? Siamo ancora nella fase amministrativa e progettuale. Il Comune è chiamato ad aggiornare il piano degli interventi sulla base delle nuove disponibilità economiche, ridefinendo priorità e tempistiche. Successivamente si dovrà passare alle procedure tecniche e burocratiche necessarie per arrivare all’affidamento dei lavori.

Nel merito, il progetto prevede un restyling profondo dell’impianto: il completamento della Tribuna Monforte con il recupero del secondo anello, il rifacimento dei servizi igienici e dei tornelli, la realizzazione della sala Gos, la riapertura del settore distinti e delle aree dedicate a stampa e televisioni; quindi gli interventi sulla Curva Sud con nuovi seggiolini, la riqualificazione degli spogliatoi, del tunnel d’accesso al terreno di gioco e degli spazi hospitality. Previsti inoltre il rifacimento del campo, il potenziamento dell’impianto di illuminazione, la sistemazione delle aree esterne e, infine, la riqualificazione della Curva Nord e delle tribune laterali. Tra le ipotesi al vaglio anche alcune soluzioni per migliorare la visibilità della parte bassa della tribuna, da anni uno dei principali punti critici dell’impianto, con interventi che potrebbero riguardare anche la collocazione delle panchine e delle strutture a bordo campo.
Adesso, però, la vera sfida sarà quella dei tempi. Perché tra progettazione esecutiva, gare e procedure amministrative servirà accelerare per trasformare le risorse disponibili in opere concrete. Il futuro sportivo del Campobasso passa anche da qui. Da uno stadio moderno, accogliente e funzionale, capace di servire non soltanto la società rossoblù ma l’intera comunità. Un impianto in grado di alimentare la passione, aumentare la partecipazione del pubblico e ridurre quei disagi che negli ultimi anni hanno spesso limitato la piena fruizione delle partite.



