In casa Campobasso prosegue una fase di attesa. Una sorta di stallo fisiologico dopo la conclusione della stagione, con l’attenzione concentrata soprattutto sulla scelta del nuovo allenatore. Le risposte arriveranno senza dubbio il prossimo 12 giugno, data della conferenza stampa già annunciata dal presidente Matt Rizzetta. Sarà quello il momento in cui la società illustrerà programmi, obiettivi e strategie per la prossima stagione, facendo chiarezza anche sulla successione di Luciano Zauri e sulle prossime mosse del club. Sono giorni particolarmente intensi per il presidente rossoblù, impegnato su diversi fronti e in particolare nella trattativa che potrebbe portarlo all’acquisizione della Reggina. Una vicenda che inevitabilmente sta facendo discutere anche a Campobasso e che viene seguita con attenzione da una piazza che vive con grande passione le vicende societarie. È comprensibile che tra i tifosi ci sia chi si interroga e chi teme un possibile ridimensionamento dell’impegno sul progetto Campobasso.
Parallelamente resta aperta la questione legata allo stadio Molinari. Al di là della scelta del nuovo allenatore e della costruzione della squadra, è evidente che il prossimo passo debba riguardare anche l’impianto cittadino. L’obiettivo non può essere soltanto quello di aumentare la capienza, ma anche e soprattutto quello di migliorare la fruibilità di alcuni settori e i servizi offerti agli spettatori, aspetti che nel corso dell’ultima stagione hanno mostrato limiti evidenti. Si attende in questo senso il passaggio formale relativo all’investimento previsto dalla Regione Molise, un intervento che dovrebbe superare i tre milioni di euro. Successivamente toccherà al Comune tradurre quelle risorse in interventi concreti.
Il punto però è uno soltanto: il tempo stringe. Perché il prossimo campionato è praticamente dietro l’angolo. A fine agosto si tornerà già in campo e, considerando i tempi della burocrazia e quelli necessari per eventuali lavori, ogni settimana che passa rischia di diventare preziosa. Le risposte possono arrivare soltanto dai fatti. E i fatti, inevitabilmente, devono arrivare in fretta.

Tutto pronto per gli ultimi 180 minuti della stagione di Serie C. Stasera, al Rigamonti, andrà in scena il primo atto della finale playoff tra Union Brescia e Ascoli, una sfida che mette in palio l’ultimo posto disponibile per la prossima Serie B. A Brescia tutto esaurito e il tecnico Corini ha sottolineato l’importanza di disputare la gara d’andata davanti al proprio pubblico, forte dell’entusiasmo che si è creato attorno alla squadra dopo la qualificazione ottenuta contro la Salernitana.
I precedenti più recenti raccontano però una curiosità statistica che farà sicuramente sorridere i tifosi marchigiani. Negli ultimi cinque anni, infatti, la squadra che ha disputato la gara di ritorno in casa ha sempre conquistato la promozione in Serie B.
È accaduto all’Alessandria nel 2021 contro il Padova, al Palermo nel 2022, al Lecco nel 2023, alla Carrarese nel 2024 e infine al Pescara nella passata stagione contro la Ternana. Una statistica che naturalmente non assegna alcun vantaggio reale, ma che aggiunge ulteriore fascino a una finale che si preannuncia equilibrata e aperta a qualsiasi soluzione. La sensazione è che difficilmente assisteremo a una doppia sfida spettacolare dal punto di vista del gioco. In palio c’è troppo e spesso queste partite vengono decise dagli episodi, dalla gestione della pressione e dalla capacità di sbagliare meno dell’avversario.
Notizie sempre dal mondo della C, e dal girone B in particolare dove la Torres sembra prossima a blindare il tecnico Alfonso Greco, autore della salvezza, molto complicata, portata al termine dopo le gare play out contro il Bra.



