
Una frana che interessa un’area di sette chilometri quadrati. E che da diversi decenni tiene con il fiato sospeso decine di abitanti di Petacciato.
Un fenomeno, considerato dagli esperti tra i più vasti d’Europa, che ciclicamente di ripresenta. L’ultimo finanziamento, di circa 25 milioni di euro, è stato messo a disposizione dal ministero dell’Ambiente, allora guidato da Sergio Costa.
In questi giorni il nucleo ambientale dei Carabinieri ha avviato una serie di accertamenti, su ordine della Procura di Larino che ha aperto un fascicolo, per verificare se tutto sita procedendo in modo corretto.
E’ in corso anche l’appalto per gli interventi di risanamento del costone di Petacciato. Negli ultimi anni si è realizzata la sola progettazione dell’intervento.
“Siamo venuti a conoscenza delle verifiche, all’arrivo del Noe – ha dichiarato il sindaco Antonio Di Pardo.
Alcune famiglie sono ancora sfollate, dopo l’ultimo evento che si è verificato tra gli ultimi giorni di marzo e i primi di aprile scorsi. Per quanto riguarda le famiglie con la casa ancora inagibile, ha aggiunto il sindaco, sono in affitto e il Comune ha coperto le spese, in attesa delle risorse per tale scopo. Restiamo a disposizione per rispondere a tutte le questioni”.
Questo sul fronte delle indagini, mentre ancora tutta da risolvere la questione del crollo del ponte sul Trigno, che ha interrotto la Statale 16.
“Petacciato sta pagando il prezzo più alto di tutto il Basso Molise”, ha dichiarato ancora Di Pardo.
“I tanti lavoratori che ogni giorno devono raggiungere l’Abruzzo percorrono un’ora di strada molto brutta e pericolosa. Così non si può continuare, ha ribadito il sindaco.
Ma a causa dei tempi non brevi per la ricostruzione del ponte non si esclude che si possa realizzare una bretella che potesse bypassare il viadotto crollato. Si sta costruendo un ponte per una pista ciclabile con i fondi Pnrr tra la ferrovia e il viadotto collassato. A questo punto quest’opera la si può pensare anche per i veicoli, visto che è in fase di realizzazione”. “Non c’è nessun interesse a fare polemica – ha concluso Di Pardo – ma solo il lamento di chi avverte la sofferenza del proprio territorio, della comunità nel vivere la quotidianità e cerca la soluzione per garantire sicurezza alla popolazione”.



