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lunedì, Giugno 1, 2026

Pietracatella, anche il sindaco sentito in Questura: “Piena fiducia”

AperturaPietracatella, anche il sindaco sentito in Questura: "Piena fiducia"

“Non ero ancora stato sentito, credo anche perché in paese ci sono state le elezioni, e penso sia normale che anche io sia stato convocato. Gli inquirenti stanno sentendo un po’ tutti per capire realmente cosa sia accaduto e io mi fido del loro lavoro”. E’ quanto ha
detto il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, uscendo dalla Questura di Campobasso dopo essere stato sentito per un’ora e mezza come testimone nell’ambito dell’inchiesta su Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, le due donne morte a cavallo di Natale per sospetto avvelenamento da ricina.
Al primo cittadino sono state fatte diverse domande anche sull’attività politica svolta insieme a Gianni Di Vita, il papà e marito delle due vittime nonché ex sindaco proprio del paese. “Non posso riferire i dettagli – ha spiegato – ma si è parlato di tutto ed è normale che ci siano accertamenti su tutto, io sono stato assessore con Gianni sindaco”. “Abbiamo capito che ci vorrà tempo perché la situazione è complessa – ha aggiunto -. La nostra comunità ora chiede solo di poter vivere con un po’ di tranquillità questa attesa degli sviluppi delle indagini”.
“Proviamo ad andare avanti, a tornare alla normalità – ha concluso – ma allo stesso tempo restiamo stretti attorno ai parenti delle vittime, resta un grande dolore per tutti ma la comunità deve andare avanti”. Infine i giornalisti gli hanno chiesto come sta ora Gianni Di Vita. “E’ giù – ha risposto – anche perché non riescono a vivere una vita normale per la
elevata pressione mediatica”.

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