Si attendevano le comunicazioni ufficiali e alla fine sono arrivate. Nel pomeriggio di ieri il Campobasso, nello stesso comunicato ufficiale, ha annunciato il rinnovo del direttore sportivo Giuseppe Figliomeni fino al 2029 e la separazione consensuale con mister Luciano Zauri, nonostante il rinnovo automatico del tecnico fosse già scattato. Subito dopo è arrivato anche il lungo messaggio social dello stesso Zauri, che ha voluto salutare l’ambiente rossoblù con parole di grande affetto, ringraziando squadra, società, staff e tifosi per il percorso condiviso nel corso della stagione.
Come avevamo detto, il silenzio e soprattutto la mancanza di segnali concreti lasciavano intuire che qualcosa, nel rapporto tra il presidente Rizzetta e l’allenatore, si fosse raffreddato. E alla fine così è stato. Da una parte il rinnovo automatico già scattato, dall’altra riflessioni evidentemente più profonde sul futuro tecnico del progetto rossoblù. Le motivazioni possiamo soltanto provare a interpretarle, ma la sensazione è che la richiesta di Zauri di avere un contratto biennale andasse letta soprattutto come una richiesta di fiducia piena e totale sul progetto. Non tanto una questione economica o di durata contrattuale, quanto piuttosto la volontà di capire se il Campobasso intendesse davvero costruire il proprio futuro tecnico partendo da lui, accettando anche eventuali momenti difficili che inevitabilmente esistono all’interno di una stagione. Evidentemente le valutazioni non hanno portato entrambe le parti nella stessa direzione.
Zauri, da grande professionista quale si è dimostrato durante tutta la stagione, ha deciso di fare un passo indietro nonostante il rinnovo già scattato automaticamente, mentre il presidente Rizzetta è rimasto sulle proprie posizioni, in una scelta che naturalmente rientra nelle legittime valutazioni della società.
Resta però una considerazione molto chiara: Luciano Zauri lascia a Campobasso un ricordo estremamente positivo. Un allenatore preparato, serio, rispettoso, capace di ottenere un quarto posto storico e di dare alla squadra un’identità precisa. Nel corso della stagione ha saputo anche modificare alcune idee tattiche e adattarsi ai momenti della squadra, dimostrando equilibrio e capacità di lettura, oltre ad un quarto posto sicuramente non semplice da replicare.
Chi invece resta è Giuseppe Figliomeni. Anche in questo caso le sensazioni della vigilia sono state confermate, con il direttore sportivo che rappresenterà uno dei punti fermi da cui ripartire dopo una stagione di altissimo livello.

Adesso si apre inevitabilmente il capitolo legato alla scelta del nuovo allenatore. Iniziano già a circolare i primi nomi: da Bisoli a Vivarini, fino a Paolo Cannavaro, che al momento sembrerebbe leggermente avanti rispetto agli altri profili emersi nelle ultime ore. La sensazione è che il Campobasso stia cercando un allenatore giovane capace di raccogliere un’eredità importante e di proseguire il percorso di crescita. Perché il Campobasso oggi non riparte da zero come nella passata stagione. Riparte da un quarto posto, da una piazza che si è riavvicinata alla squadra e da una stagione che ha riportato entusiasmo e credibilità attorno al progetto rossoblù.
In chiusura, ricordiamo che domani sera si giocheranno le gare di ritorno delle semifinali playoff di Serie C. A Catania gli etnei ospiteranno l’Ascoli dopo il pesante 4-0 subito nella gara d’andata, molto più equilibrata invece la sfida di Brescia tra Union Brescia e Salernitana, dopo l’1-1 dell’andata. Ricordiamo che in questa fase non sono previsti vantaggi: in caso di ulteriore parità si andrà ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore.



