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sabato, Maggio 23, 2026

Medici: secondo un’indagine statistica, in Molise, l’80% sarebbe in burnout

Ambiente e territorioMedici: secondo un'indagine statistica, in Molise, l'80% sarebbe in burnout

La sanità ospedaliera molisana vive una fase di forte sofferenza organizzativa e professionale. È il quadro emerso dall’indagine presentata dalla FADOI, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, durante il 31esimo congresso nazionale della federazione dei medici internisti ospedalieri. Secondo i dati raccolti in Molise, l’80% dei medici ospedalieri dichiara di trovarsi attualmente in una condizione di burnout, mentre il 100% afferma di aver attraversato periodi di forte stress psicofisico nel corso della propria attività lavorativa. Una situazione che gli stessi professionisti collegano al peggioramento delle condizioni operative negli ospedali regionali. L’indagine evidenzia inoltre come nei reparti di Medicina interna non siano presenti medici “gettonisti” o professionisti autonomi, mentre nei Pronto soccorso il fenomeno risulta diffuso: tutti gli intervistati hanno confermato la presenza di queste figure nei Ps degli ospedali molisani. Tra le principali criticità segnalate emergono:

– carenza di personale medico e infermieristico;

– aumento dei carichi di lavoro;

– difficoltà nel garantire continuità assistenziale con organici stabili;

– scarse prospettive di carriera.

Il 40% dei medici intervistati pensa di lasciare anticipatamente il lavoro ospedaliero, mentre un ulteriore 20% valuta il passaggio dal servizio pubblico al settore privato. Tra le richieste avanzate dai professionisti, la più indicata riguarda la riclassificazione delle Medicine Interne come strutture a medio-alta intensità di cura, proposta sostenuta dall’80% degli intervistati. Seguono l’assunzione di nuovo personale sanitario, indicata dal 60%, e maggiori opportunità di carriera, segnalate dal 40%. Per la Fadoi, il problema non riguarda soltanto la copertura dei turni, ma la necessità di adeguare risorse e organizzazione alla crescente complessità clinica dei pazienti. “La Medicina interna è uno dei punti nevralgici dell’ospedale – sottolineano dalla Federazione – e servono organici adeguati, team stabili e un riconoscimento coerente della complessità assistenziale. Ne va della salute dei medici e della sicurezza dei pazienti.”

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