“Il nuovo piano strategico di Stellantis presenta un vero e proprio cambio di approccio per l’Europa, nello sforzo contestuale di venire incontro alle esigenze dei consumatori, di essere conformi alle regolamentazioni UE in materia di transizione e di sostenere una ingente mole di investimenti necessari per affrontare le trasformazioni tecnologiche. Il piano si basa su una piattaforma unica modulare capace di montare propulsioni di ogni tipo, sia endotermiche sia ibride sia elettriche, sulla focalizzazione nei segmenti di mercato di maggiore diffusione e su partnership con altre case automobilistiche, in particolare le cinesi Leapmotor e Dongfeng. Entro il 2030 sono stati prospettati cinquanta nuovi lanci, di cui metà refreshed e metà nuovi modelli, ma è stato prospettato anche un aumento della saturazione degli impianti dal 60% attuale a un obiettivo dello 80%, con una riduzione della capacità produttiva di 800.000 vetture: è questo il punto potenzialmente più pericoloso, che dobbiamo assolutamente evitare che si traduca in chiusure o tagli del personale socialmente inaccettabili.” Lo dichiarano Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, al termine dell’incontro svoltosi oggi pomeriggio a Roma in occasione dell’Investor Day di Stellantis. “Per quanto concerne specificamente l’Italia – spiegano Palombella e Ficco – oramai ci sono missioni produttive per quasi tutti gli stabilimenti, eccetto purtroppo Cassino, per cui Stellantis ha dichiarato di non essere ancora pronta a presentare un piano operativo. Stellantis ha assunto comunque l’impegno a non chiudere la fabbrica e a definire successivamente un progetto industriale dedicato, impegno che intendiamo prendere molto sul serio e che chiediamo venga trasformato al più presto in una prospettiva concreta. Per Torino – proseguono Palombella e Ficco – sono stati ribaditi tutti i progetti in essere, dalla produzione della Fiat 500 ibrida ed elettrica alla inaugurazione del Green Campus come centro direzionale e tecnologico; per Modena è stato confermato il ruolo di centro di ricerca e sviluppo e di produzione delle vetture sportive di lusso; ad Atessa è stata ufficializzata l’assegnazione del nuovo Ducato; a Melfi è stata confermata la produzione delle cinque vetture in corso di lancio; è stato inoltre ribadito quanto annunciato l’altro ieri per Pomigliano, vale a dire la produzione delle e-car in aggiunta alla Pandina; anche per le fabbriche di meccanica sono state confermate le missioni attuali e in particolare per Termoli, che continua comunque a necessitare di nuovi carichi produttivi, l’arrivo dei nuovi cambi e la prosecuzione della produzione del motore GSE anche nella versione Euro 7. Tuttavia proprio il rilancio dei motori italiani e la valorizzazione di marchi premium sono a nostro avviso aspetti critici del piano su cui si dovrebbe intervenire. “Abbiamo bisogno di proseguire già nelle prossime settimane – concludono Palombella e Ficco – un confronto trasparente e pragmatico sia con Stellantis sia con il Governo al tavolo automotive, per salvare quello che è ancora oggi il primo settore industriale italiano, che conta circa duecentomila addetti e che dobbiamo riuscire a portare fuori dalla crisi.”



