Poche parole, inviate alla chat dei giornalisti, nelle quali Elvira Antonelli ha ribadito ancora una volta che per la morte di mamma e figlia a Pietracatella si sta procedendo contro ignoti.
L’ipotesi resta quella dell’omicidio, ma le aggravanti sono indicate dai commi che prevedono la premeditazione e l’uso di sostanze venefiche. E con una punta di ironia la procuratrice di Larino ha chiuso la porta a ricostruzioni fantasiose: suggerirei cautela, ha scritto Elvira Antonelli, nel giocare con attività serie che richiedono massimo rispetto e precauzione.
Il corto circuito mediatico è nato per un’interpretazione errata degli articoli del codice penale che compaiono sul procedimento contro ignoti
La notizia è subito rimbalzata a livello nazionale e qualche trasmissione ha mostrato un documento con l’intestazione della Questura di Campobasso nel quale si parla del vincolo di parentela come aggravante dell’omicidio. Ipotesi in effetti contenuta nell’articolo 576 al comma 1 numero due. Ma guardando meglio il documento della Questura si intravede la scritta Ricostruzione, che potrebbe dare una indicazione: qualcuno ha usato l’intelligenza artificiale per capire meglio gli articoli del codice penale.
Anche in questo caso, la procuratrice di Larino è intervenuta per risolvere il dilemma:
Il comma uno dell’articolo 576, aggravante dell’omicidio, prevede in effetti l’ipotesi che a commetterlo sia un ascendente o un discendente, ma attenzione, ha ribadito la Antonelli, alle splendide o tra le ipotesi aggravanti: sempre e solo, ha concluso, mezzo venefico e premeditazione.




