Il ponte sul Trigno resta una ferita aperta, tra indagini ancora in corso, nuove ricerche e il dolore di una famiglia che aspetta risposte dal 2 aprile scorso. A oltre un mese dal crollo della struttura sulla Statale 16, la Procura di Larino ha confermato che l’area resta sotto sequestro. “Sono in programma ulteriori attività di ricerca con nuovi apparati tecnologici”, ha spiegato la procuratrice Elvira Antonelli, annunciando un nuovo approfondimento investigativo nell’area del cedimento.
La Guardia Costiera di Termoli oltre alle ordinarie attività di pattugliamento costiero, continua il monitoraggio dell’area marina alla foce del Fiume Trigno. E quindi su delega della Procura di Larino nei prossimi giorni effettuerà mirate attività di ricerca strumentale tramite il 1* Nucleo Operatori Subacquei Guardia Costiera proveniente da San Benedetto del Tronto. Le attività di ricerca vedranno l’utilizzo di metal detector e si concentreranno nell’area della foce del corso d’acqua superficiale.
Resta accesa l’attenzione soprattutto sulla sorte di Domenico Racanati, l’uomo di 53 anni di Bisceglie disperso nel giorno del crollo durante l’ondata di maltempo che hanno colpito Molise e Abruzzo. L’inchiesta aperta dalla Procura ipotizza i reati di crollo colposo e omicidio colposo, mentre le verifiche tecniche e le ricerche non si sono mai fermate.
A scuotere l’opinione pubblica, le parole della figlia Angelica che racconta di settimane segnate da attesa, silenzi e speranze sempre più fragili. “Ogni giorno che passa è un dolore immenso. Continuo a sperare, a cercare risposte e a chiedere – scrive – che mio padre non venga dimenticato”.
Nel frattempo il Governo ha avviato il percorso per la ricostruzione. Nell’ordinanza della Protezione civile pubblicata in Gazzetta Ufficiale sono stati stanziati 20 milioni di euro per il ripristino del viadotto, con copertura economica affidata ad Anas. È l’unico finanziamento indicato in modo esplicito per una singola opera tra quelle danneggiate dall’emergenza di fine marzo.



