Il lento svuotamento dell’Alto Molise continua senza inversioni di tendenza. A certificarlo è il nuovo Quaderno della Solidarietà della Caritas Diocesana di Trivento, dal titolo “Non borghi, ma paesi: comunità che resistono allo spopolamento”, con un’analisi sociografica curata dal professor Fabrizio Nocera. I dati mostrano un quadro demografico sempre più critico per l’area interna tra Molise e Abruzzo. Nei comuni dell’area altomolisana, con Agnone come principale centro di riferimento, la popolazione è passata dai 24.373 residenti del 1992 ai 16.798 del 2024: una perdita complessiva di 7.575 abitanti, pari al -31,1%. Il calo interessa tutti i comuni del territorio. In termini assoluti, la perdita maggiore riguarda Agnone, che scende da 6.198 a 4.571 residenti (-1.627 abitanti, -26,3%). Seguono Frosolone (-766 residenti, -21,8%) e Poggio Sannita, che in poco più di trent’anni perde oltre metà della popolazione passando da 1.156 a 530 abitanti (-54,2%). Pesante anche il bilancio di Capracotta (-41,3%), Pietrabbondante (-45,2%) e Bagnoli del Trigno (-43,9%). Sul fronte percentuale, dopo Poggio Sannita, i dati peggiori riguardano Pescopennataro (-51,8%) e Castelverrino (-48,3%). Forti riduzioni si registrano anche a San Pietro Avellana (-44,6%) e Chiauci (-42,7%). Più contenuto, invece, il calo nei comuni che mostrano una maggiore capacità di tenuta demografica, come Civitanova del Sannio (-13,8%), Castel del Giudice (-23%) e Carovilli (-23,4%). Nel report la Caritas parla di “un territorio interno attraversato da un declino diffuso”, segnato dagli effetti combinati di invecchiamento della popolazione, bassa natalità ed emigrazione giovanile. L’analisi utilizza gli ultimi dati disponibili dell’ISTAT, con riferimento al bilancio demografico 2024 e alla struttura della popolazione residente aggiornata a gennaio 2025.



