La scuola italiana fa rete contro bullismo e cyberbullismo. Si è svolto a Roma, nella sala “Aldo Moro” del Ministero dell’ Istruzione e del Merito, l’evento: “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative” con la partecipazione del ministro Giuseppe Valditara. L’iniziativa ha riunito da tutta Italia dirigenti, docenti e studenti, che neI suo discorso Valditara ha indicato come figure principali nella lotta alla violenza tra i banchi scolastici, offrendo loro uno spazio di confronto sulle strategie concrete per contrastare fenomeni sempre più diffusi fra i giovani e i giovanissimi. Per l’occasione sono state presentate 21 buone pratiche – una per ogni regione e provincia autonoma- selezionate tra oltre 450 candidature. Tra queste anche il Molise protagonista grazie all’Istituto Omnicomprensivo “D’ Agnillo- Molise Altissimo” di Agnone, rappresentato da una delegazione di alunni della primaria provenienti dai plessi di Capracotta e Carovilli. Gli studenti hanno illustrato a Roma il progetto “‘Giallo” per la realizzazione di panchine gialle nei comuni dell’Alto Molise, simboli di gentilezza e rispetto verso il prossimo e contro ogni forma di sopruso. All’evento, cui hanno preso parte anche il campione olimpico di pugilato Patrizio Oliva e l’attore Samuele Carrino, protagonista del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, ispirato alla storia di Andrea Spezzacatena, protagonista è stata anche la “Scatola dei Pensieri”, uno spazio protetto in cui esprimere emozioni e difficoltà. “Chiedere aiuto non è una debolezza, ma un superpotere, e noi ragazzi non aspettiamo il cambiamento perché noi siamo il cambiamento, questo il messaggio più importante lanciato alla fine della giornata, che ha contribuito a sviluppare consapevolezza e capacità di riconoscere e affrontare situazioni di disagio, anche online. “I progetti che abbiamo ascoltato si focalizzano su punti precisi che devono essere alla base dell’insegnamento dell’educazione all’ empatia che ho fortemente voluto ha concluso Valditara – necessario per sradicare quella vigliaccheria che è alla base del bullismo e che l’anonimato consentito dal web ha rafforzato.”‘



