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sabato, Aprile 18, 2026

Il latino riparte dalla scuola media: l’esperienza della Petrone alla LUMSA

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Non un ritorno nostalgico, ma una scelta educativa consapevole e proiettata al futuro. Il latino rientra nel dibattito nazionale sull’istruzione e lo fa attraverso esperienze concrete già attive nelle scuole. Tra queste, quella dell’Istituto Comprensivo “Igino Petrone” di Campobasso, in occasione della XIV edizione del Certamen nazionale “Vittorio Tantucci”, ospitata nella Sala Giubileo dell’Università LUMSA.
Ad aprire i lavori è stato il Rettore della LUMSA, Francesco Bonini, in un contesto di altissimo profilo culturale che ha visto la partecipazione di autorevoli studiosi e rappresentanti del mondo accademico e della didattica delle lingue classiche. Tra questi, Anna Paola Tantucci, presidente nazionale EIP Italia, il latinista Piergiorgio Parroni, professore emerito della Sapienza, Emanuela Andreoni Fontecedro (Roma Tre), Paolo De Paolis (Università di Verona, componente della commissione ministeriale per le nuove indicazioni sul latino), Antonio Marchetta (Sapienza) ed il poeta e critico letterario Elio Pecora.
In questo scenario, l’intervento del dirigente scolastico Giuseppe Natilli ha portato all’attenzione nazionale un modello già consolidato: lo studio del latino inserito nel curricolo della scuola secondaria di primo grado, con un’ora settimanale fin dal primo anno. Un’esperienza attiva da oltre vent’anni che punta a sviluppare competenze logiche, linguistiche e capacità di analisi.
«Non è una scelta nostalgica, ma una scelta di visione», ha sottolineato Natilli. «In un tempo veloce, il latino introduce un controtempo: obbliga a fermarsi, leggere, comprendere».
Un approccio che si traduce anche in progettualità. Da quattordici anni l’istituto organizza il Certamen nazionale “Amice, Latine Discere”, rivolto agli studenti del primo ciclo e divenuto punto di riferimento nel panorama italiano. Un percorso cresciuto nel tempo anche grazie alla collaborazione con il Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso e alla sinergia con EIP Italia.
Il caso della Petrone si inserisce in un momento di rinnovata attenzione istituzionale verso il latino, oggi considerato non più come disciplina elitaria, ma come strumento formativo capace di incidere sul pensiero critico e sulla qualità dell’apprendimento.
«Non insegniamo latino per formare classicisti – ha concluso Natilli – ma per formare menti capaci di comprendere e scegliere».
Una prospettiva che restituisce alla lingua dei classici una funzione attuale: non memoria del passato, ma chiave per leggere il presente e orientare il futuro.

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