Quella appena trascorsa è stata un’altra giornata campale per l’inchiesta sulle misteriose morti di Pietracatella. Per tutta la giornata in Questura a Campobasso è andato avanti l’interrogatorio di Gianni Di Vita e di sua figlia Alice, i familiari delle due donne, mamma e figlia, morte in circostanze ancora da chiarire nei giorni subito dopo Natale. Prima per una sospetta intossicazione, poi – invece – per quello che appare essere un avvelenamento. L’ex sindaco e sua figlia sono entrati in questura intorno alle 10 del mattino e sono usciti solo dopo le 8 di sera. Ad interrogarli il capo della squadra Mobile Marco Graziano e la procuratrice di Larino Elvira Antonelli. Poche le indiscrezioni trapelate, e al momento si sa solo che gli interrogatori sono legati alle novità emerse nelle indagini degli ultimi giorni: il ritrovamento di tracce di ricina nel sangue, il potente veleno che avrebbe ucciso Sara e sua mamma Antonella e poi altri elementi raccolti dagli investigatori da quando c’è il nuovo fascicolo di indagine in procura a Larino. Padre e figlia sono stati fatti entrare in Questura da un’entrata secondaria per evitare i cronisti e le telecamere presenti davanti agli uffici della polizia. Erano già stati sentiti altre volte in questi mesi, ma è la prima volta che vengono ascoltati da quando c’è la nuova ipotesi investigativa. Non erano accompagnati da avvocati e sono stati sentiti come testimoni. Dopo le 8 di sera il lavoro degli investigatori non è terminato. In tarda serata infatti è stata sentita una cugina di Di Vita. La donna vive a Pietracatella in una abitazione che si trova a poca distanza da quella delle vittime. Gianni Di Vita e sua figlia Alice si sono trasferiti nella sua casa da quando la loro è stata messa sotto sequestro.




