Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma congiunta dei Commissari alla Sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo:
“Con la sospensione cautelare del DCA n. 45/2026 da parte del TAR Molise, viene messa a rischio l’opportunità di garantire ai cittadini molisani servizi sanitari fondamentali che sarebbero stati assicurati dalla nuova organizzazione della Continuità Assistenziale all’interno delle Case di Comunità. In particolare, il modello organizzativo prevedeva:
• la presenza garantita di un medico 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con incremento del numero di professionisti nei turni delle sedi a maggiore affluenza della regione (Campobasso, Isernia, Termoli, Venafro, Bojano e Larino) e la salvaguardia di alcuni presidi situati in aree disagiate;
• l’erogazione di prestazioni infermieristiche domiciliari per necessità indifferibili (fleboclisi, cateterizzazioni, medicazioni e monitoraggio dei parametri vitali), a favore dei pazienti fragili;
• l’attivazione di prestazioni di diagnostica di primo livello avanzata, sia ambulatoriali sia domiciliari, individuate per la prima volta come LEA, tra cui elettrocardiogrammi, ecografie ed esami del sangue mediante prelievo capillare;
• l’inserimento del paziente in un unico percorso assistenziale territoriale, ambulatoriale e domiciliare, attraverso la standardizzazione delle prestazioni di telemedicina e l’utilizzo della cartella clinica digitalizzata;
• la riduzione delle criticità nei flussi di accesso ai Pronto Soccorso degli ospedali pubblici. Si è scelto invece di mantenere una situazione che da anni evidenzia significative criticità e che non riesce a garantire una risposta assistenziale adeguata, caratterizzata da:
• presenza del medico di Continuità Assistenziale limitata ai soli turni notturni e festivi;
• un numero di sedi di Continuità Assistenziale non coerente con gli standard nazionali, con il concreto rischio di turni scoperti a causa della nota carenza di personale medico e con un impiego di risorse economiche aggiuntive sempre più difficilmente sostenibile, spesso destinato a mantenere operative sedi con un numero molto limitato di accessi mensili. Va inoltre sottolineato che non esistono evidenze che colleghino automaticamente la razionalizzazione delle sedi a un incremento degli accessi ai Pronto Soccorso, come qualche disinformato continua a sostenere. Il Molise rappresenta infatti una delle regioni con il più elevato numero di sedi di Continuità Assistenziale in rapporto alla popolazione e, al tempo stesso, con una delle più alte percentuali di codici bianchi e verdi registrati nei Pronto Soccorso. Analoghe considerazioni valgono per la presunta correlazione con il fenomeno dello spopolamento, tesi priva di qualsiasi riscontro scientifico. Il Molise dispone dagli anni Ottanta di una rete di Continuità Assistenziale tra le più capillari d’Italia in rapporto alla popolazione, seconda soltanto a quella della Calabria. Eppure, la regione continua a registrare da decenni un progressivo e strutturale calo demografico. Tale evidenza dimostra l’assenza di un rapporto causale tra le due dinamiche e suggerisce, semmai, una riflessione di segno opposto:
• professionisti spesso privi di adeguati strumenti tecnologici e diagnostici per svolgere al meglio la propria attività e gestire efficacemente anche le situazioni meno complesse;
• difficoltà nell’attivazione delle Case di Comunità entro le scadenze previste, con il rischio concreto per la Regione Molise di non conseguire gli obiettivi della Missione 6 – Salute del PNRR.
È verosimile che chi ha intrapreso questa iniziativa non abbia pienamente valutato lo stato attuale dell’assistenza territoriale né le possibili conseguenze che tale decisione potrebbe determinare per i cittadini. Occorre inoltre chiarire che il provvedimento non ripristina automaticamente il precedente assetto organizzativo delle 44 sedi, ma determina una situazione di significativa incertezza gestionale per coloro che sono chiamati a garantire l’assistenza territoriale in Molise. Come sempre, prendiamo atto con il dovuto rispetto dell’Ordinanza del TAR Molise. Le decisioni dell’Autorità giudiziaria si rispettano e si applicano. Tuttavia, nell’esercizio delle prerogative previste dall’ordinamento, esse possono essere sottoposte ai previsti strumenti di impugnazione.”



