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martedì, Marzo 31, 2026

Made in Italy, Coldiretti: delibere comunali per fermare inganno etichette

AttualitàMade in Italy, Coldiretti: delibere comunali per fermare inganno etichette

Sono sempre più numerosi i Comuni della regione che stanno approvando apposite delibere per chiedere l’abolizione o la sostanziale modifica del Codice Doganale dell’Unione. Ad affermarlo è Coldiretti Molise che ha intensificato il proprio impegno sindacale per arrivare alla cancellazione di una normativa europea che pesa sull’economia delle imprese agricole italiane in termini di reddito e opportunità di export oltre a rappresentare un inganno per tutti i cittadini-consumatori ed un furto di identità a danno dei nostri agricoltori.

E’ questa una nuova sfida lanciata dall’Organizzazione che ritiene inaccettabile consentire a qualsiasi prodotto agricolo e/o zootecnico di fregiarsi del marchio ‘Made in Italy’ solo se l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale avvenga nel nostro Paese.

Per vincere questa nuova importantissima battaglia Coldiretti ha così chiesto anche il sostegno di Comuni e Regioni. “Per questo – spiega il presidente regionale Claudio Papa – come Coldiretti Molise abbiamo inviato una missiva a tutti i Sindaci ed al Presidente della Regione, Francesco Roberti, chiedendo loro di promuovere l’approvazione di una apposita Delibera, da parte dei rispettivi Organi comunali e regionale, volta a sostenere l’abolizione, o la profonda modifica, del Codice Doganale dell’Unione e prevedere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di ogni prodotto”.

“Un invito – afferma il direttore regionale Aniello Ascolese – accolto favorevolmente; ad oggi, infatti, già da una trentina sono i Comuni, fra cui Termoli, Bojano, Riccia, Montenero di Bisaccia e Agnone, solo per citarne alcuni, che hanno provveduto ad approvare la Delibera suggerita dalla nostra Organizzazione”.

Sono tantissimi i prodotti falsi Made in Italy che ogni giorno i cittadini comprano credendo di acquistare un vero prodotto italiano: si va dai petti di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, che vengono semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come Made in Italy, alle cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionate per essere esportate come prosciutti tricolori; non fa eccezione l’ortofrutta trasformata, come i sottolio (es. carciofini egiziani) o succhi di frutta, per i quali vale la medesima regola dell’ultima trasformazione sostanziale e possono, dunque, essere venduti sui mercati europei come prodotto italiano.

Ma l’inganno del Codice Doganale vale anche per altri prodotti per i quali in Italia c’è l’obbligo dell’etichetta d’origine ma non in Europa; è questo il caso della mozzarella che può essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come Made in Italy, così come sughi preparati a partire dal triplo concentrato di pomodoro cinese, o la pasta fatta col grano canadese al glifosato.

“Un malcostume – conclude il presidente di Coldiretti Molise, Claudio Papa – consentito dall’Unione Europea che si aggiunge a quello dei falsi prodotti italiani, che all’estero hanno raggiunto la cifra record di 120 miliardi di euro, colpendo, seppur in misura diversa, tutte le specialità tricolori, a partire da quelle a Denominazione di origine protetta”.

Coldiretti Molise ringrazia fin da ora, a nome dei propri associati e di tutti i produttori agricoli molisani, le Amministrazioni comunali che hanno già deliberato in tal senso o hanno provveduto ad inserire nell’ordine del giorno dei prossimi Consigli comunali l’argomento in questione, e rinnova l’invito a tutti i Comuni ed alla Regione di sostenere quella che può essere definita, a ragione, una battaglia in difesa tanto dei produttori quanto dei consumatori.

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