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martedì, Marzo 24, 2026

Castel del Giudice, network per ripensare l’abitare nelle aree interne

AttualitàCastel del Giudice, network per ripensare l’abitare nelle aree interne

Le amministrazioni di Dossena, Vito d’Asio e Lizzano in Belvedere in visita nel centro altomolisano per avviare una collaborazione tra borghi contro lo spopolamento.

Castel del Giudice si è trasformata, nei giorni scorsi, nel punto di incontro di quattro comunità accomunate dalla stessa sfida: ridare slancio ai piccoli borghi italiani. Le amministrazioni di Dossena (BG), Vito d’Asio (PN) e Lizzano in Belvedere (BO) hanno raggiunto il centro molisano per dare il via ad un percorso condiviso di dialogo e collaborazione incentrato sul futuro delle aree interne e sulle nuove forme dell’abitare.

L’incontro ha rappresentato molto più di una semplice visita istituzionale: è stato occasione per mettere in comune esperienze, idee e buone pratiche provenienti da contesti geografici diversi ma animati dalle medesime preoccupazioni. Su tutti, il tema dello spopolamento, che continua a erodere il tessuto sociale e demografico di numerosi piccoli centri della penisola e la necessità di innalzare la qualità della vita per chi già abita questi luoghi o pensa di farlo. Castel del Giudice è da anni impegnato in un percorso di innovazione territoriale, sviluppo economico e partecipazione comunitaria attiva che ha trovato ulteriore slancio grazie al progetto “Castel del Giudice Centro di (ri)generazione dell’Appennino”, vincitore del Bando Borghi Linea A del PNRR raccogliendo le sfide dello sviluppo sostenibile delle aree interne.

Nella giornata del 20 marzo 2026 sono stati avviati i tavoli di lavoro tematici, che saranno poi approfonditi nei prossimi incontri, ciascuno dedicato ad un ambito considerato strategico per rendere i territori più vivi e attrattivi: comunità, partecipazione e aggregazione; servizi; lavoro; ambiente; sport, natura e turismo esperienziale. Settori diversi ma profondamente intrecciati, che insieme disegnano la mappa di ciò che serve ad un piccolo comune per tornare a crescere. Il messaggio emerso è stato chiaro: lavorare da soli non basta più. I Comuni hanno espresso la volontà di costruire una rete stabile e duratura, convinti che solo attraverso la collaborazione si possano sviluppare modelli innovativi di insediamento e innescare processi reali di ripopolamento. Il percorso è appena iniziato. Nei prossimi mesi sono previsti nuovi momenti di confronto e co-progettazione, con l’obiettivo di trasformare le idee emerse in azioni concrete e progetti condivisi. Un’esperienza che, al di là dei risultati istituzionali, ha dimostrato ancora una volta quanto il dialogo tra territori possa essere un motore potente di cambiamento.

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