
Alle 11.30 il Vescovo di Termoli-Larino Mons. Claudio Palumbo, presiederà una celebrazione eucaristica in Contrada Chiancate, a Guglionesi nella sede operativa dell’associazione “iktus-Casa Famiglia Lucia e Bernardo Bertolino.
“Il 25 marzo 2026, nella solennità dell’Annunciazione, per la Casa-famiglia “IKTUS Lucia e Bernardo Bertolino” ricorre il decimo anniversario della dedicazione della chiesetta intitolata a “Santa Maria dell’Accoglienza” eretta al suo interno per essere luogo di preghiera per coloro che vengono accolti e accompagnati nel percorso di recupero e rinascita. Dieci anni fa, dopo aver condotto dei lavori di ampliamento e ristrutturazione fu edificata, con pietre di scarto, altrimenti destinate all’abbandono, una chiesa dedicata a Maria accogliente. Questa costruzione – fanno sapere- fu voluta come segno di premura e attenzione nei confronti delle persone che, ferite dalla vita, dopo aver conosciuto la privazione della libertà personale a motivo della carcerazione, cercano rifugio, conforto e consolazione e solidarietà umana e fraterna.
Molte volte il carcere rischia d’essere una “discarica umana” abitata da “morti viventi”, da persone giudicate, escluse e scartate -sottolineano. “La pietra scartata dai costruttori è diventata Pietra d’angolo” (Salmo 118), recita il salmo biblico. Questa chiesa, di proposito costruita con pietre scartate, vuole essere un segno per coloro che, scartati dalla mentalità della società che li giudica, li abbandona e li accantona, incoraggia a comprendere che anche con le macerie della propria vita o dai naufragi della propria esistenza, può nascere un capolavoro. Da emarginati a pilastri. Il vangelo di Giovanni ci offre un eloquente esempio quando, attraverso il racconto del primo miracolo di Gesù, ci ricorda che trasformò l’acqua in vino. Non un’acqua qualsiasi, sorgiva, incontaminata, salubre, ma quella delle abluzioni, sporca, immonda, da buttare. Proprio da quell’acqua sortì il vino migliore. Tutti lo riconobbero. Lo apprezzarono. Quando sappiamo accogliere gli errori altrui, quando sappiamo curare le ferite, quando condividiamo accoglienza e doniamo comprensione, possiamo cambiare la
vita degli altri. Migliorarla. Impreziosirla. I coniugi Lucia e Bernardo Bertolino, sensibili a queste tematiche, hanno donato alla neonata associazione di volontariato “IKTUS” un terreno e un’abitazione rurale per queste nobili
finalità. Infatti, – fanno sapere- “Iktus”, acronimo che, dal greco, significa “pesce”, tradotto, offre un messaggio: “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”. Anticamente era il segno con cui i primi cristiani si identificavano, in modo criptico, a motivo della persecuzione a cui erano sottoposti. Nell’intendimento dei promotori di questa iniziativa, legata alla Parrocchia Santuario di san Timoteo in Termoli, si è concretizzata la disponibilità a creare una struttura che accogliesse,
in modo stabile e gratuito, persone provenienti soprattutto dal mondo carcerario a cui donare accoglienza e proporre un cammino di rinascita, di riscoperta e di cambiamento. Attraverso un programma fatto di lavoro per autosostenersi, di linee guida per dare un senso e una direzione alla propria vita, di riscoperta della propria dignità e delle capacità
possedute, di un itinerario spirituale per purificare il cuore e l’animo, gli accolti vengono
accompagnati ed aiutati a correggersi. Correzione non è accusa. Non è esclusione, punizione o sterile denuncia degli errori commessi, quanto -continuano- piuttosto proposta di un cammino di riscoperta e rinascita con la compagnia di chi non ti giudica ma ti sostiene. Correggere, dal latino “cum regere” significa reggere, portare insieme il peso dell’errore commesso e
ammesso. “L’uomo non è il suo errore” affermava don Oreste Benzi. Sant’Agostino diceva che: “Dio condanna il peccato ma ama il peccatore”. Mercoledì 25 marzo prossimo, alle ore 11,30, il Vescovo di Termoli-Larino Mons. Claudio Palumbo, presiederà una celebrazione eucaristica nella chiesa di Santa Maria dell’Accoglienza in Contrada Chiancate, 33/B Guglionesi sede dell’Associazione IKTUS. mTutti sono invitate ad intervenire. I ragazzi ospiti della struttura, assieme ad altri giovani
residenti in strutture analoghe, saranno ben lieti di accogliere coloro che interverranno per
condividere la lode al Signore che -concludono- continua ad amare i suoi figli attraverso l’amore accogliente.”



