Riceviamo e pubblichiamo gli appunti di viaggi di Maurizio Palmieri, con i quali ha concluso questa serie di scritti su città e luoghi che ha visitato e di cui ha tenuto un diario
di Maurizio Palmieri*

La fine
Del mondo è la fine (1).
Con l’ultimo confine,
la Terra del Fuoco,
termino il Gioco dell’Oca.
Ultimo avamposto
della civiltà,
dove la crudeltà
del vento (2)
sento ancora
e ancora ancora
più a sud,
in quel lembo
terribile,
non è stato possibile
attraccare
dove il mare,
nient’affatto
Pacifico
incontra l’Atlantico
e ne rimane separato (3).
Non abbiamo doppiato
il leggendario Capo
ma la città più estrema ho toccato,
e riparto daccapo (4).
Nota 1. Ushuaia. Terra del Fuoco. Viene chiamata “la fine del mondo” perchè è la città più a sud del pianeta (vedi foto). Molto freddo ma la temperatura è stata incredibilmente più alta rispetto a quella di Buenos Aires.
Nota 2. Il vento sferzante mi ha fatto subito escludere la possibilità di raggiungere Capo Horn. Esso, e lo stretto di Magellano, erano le uniche due rotte per raggiungere
l’estremo oriente prima della costruzione del canale di Panama. Mi accontento di essere arrivato fino all’ultimo avamposto della civiltà. o potuto mangiare la Centolla, una
prelibatezza. Si tratta di un granchio locale che mi è stato servito gratinato.
Io temevo più il freddo ma sono stati i prezzi altissimi che mi hanno costretto a rimanere solo un giorno in città, oltre alla necessità di rientrare in Italia per impegni indifferibili.
Nota 3. La località è situata dove l’Oceano Atlantico e il Pacifico si incontrano. I due oceani non si mescolano del tutto. Si crea una sorta di barriera, che ho visto, perché le due acque presentano caratteristiche diverse di densità, salinità e temperatura.
Nota 4. Come già detto mi son divertito a figurarmi questo mio viaggio di viaggi come un Gioco dell’oca. Però in prossimità della casella finale, la fine, la fine del mondo, sono stato rimandato indietro alla prima casella e mi tocca…ricominciare daccapo.
*Scrittore e docente



