Quando la storia diventa esperienza,
“Ogni pietra racconta una storia.” Con questo motto è nato e si è sviluppato durante
l’anno scolastico dell’Omnicomprensivo Scarano di Trivento il progetto di plesso “Piccoli Ciceroni, in azione!”, realizzato dagli alunni della Scuola Primaria di Roccavivara con l’obiettivo di conoscere, valorizzare e custodire uno dei luoghi più significativi del nostro territorio: il complesso di Santa
Maria di Canneto. Il progetto – ha fatto sapere l’insegnante Pia Rachele Alfonso – ha coinvolto tutte le classi attraverso un percorso interdisciplinare che ha intrecciato storia, archeologia, arte, educazione al patrimonio e cittadinanza attiva, permettendo agli alunni di riscoprire le proprie radici e di sviluppare un forte senso di appartenenza alla comunità.
Durante le attività, i bambini hanno approfondito la storia della valle del Trigno, partendo dalle antiche popolazioni sannitiche fino ad arrivare all’epoca romana e medievale. Hanno scoperto come il territorio di Canneto fosse già frequentato in epoca sannitica e come, successivamente, i Romani vi abbiano realizzato una grande villa
rustica, centro agricolo specializzato nella produzione di vino e olio.
Lo studio della villa ha permesso agli alunni di conoscere l’organizzazione della vita
quotidiana nel mondo romano, le diverse parti della struttura – pars urbana, pars
rustica e pars fructuaria – e il lavoro svolto dagli archeologi per riportare alla luce
ambienti, mosaici, dolia, fornaci e strumenti di produzione agricola. Una visita speciale al sito della villa rustica di Canneto, resa possibile grazie alla preziosa collaborazione della
Soprintendenza. Un momento particolarmente
significativo del percorso è stato
l’incontro con l”archeologa dott.ssa Angela Di
Niro, che ha accolto l’invito
della scuola e ha illustrato agli
alunni la storia degli scavi
archeologici e le principali
scoperte effettuate nel sito di
Canneto. Grazie alla sua
testimonianza diretta, i bambini
hanno potuto comprendere il
lavoro dell’archeologo e
l’importanza della ricerca per la
tutela del patrimonio storico.
Successivamente, il progetto si è
concentrato sull’analisi artistica
della Chiesa Romanica di
Santa Maria di Canneto, costruita tra l’XI e il XII secolo dai monaci benedettini. Gli
alunni hanno osservato il campanile, la lunetta del portale, l’ambone, le decorazioni
scolpite nella pietra e i numerosi elementi provenienti dall’antica villa romana,
riutilizzati nella costruzione della chiesa.
Particolare attenzione è stata dedicata a un antico capitello medievale, riutilizzato come leggio all’interno della chiesa. Da questo elemento artistico, caratterizzato da una figura
stilizzata e da motivi decorativi simbolici, è nato il logo ufficiale del progetto. Gli alunni hanno reinterpretato il capitello trasformandolo nel simbolo della loro esperienza e del loro ruolo di piccoli custodi della memoria. Dal logo sono state realizzate le magliette dei “Piccoli Ciceroni” delle classi terza, quarta e quinta e i simboli identificativi dei “Custodi di Canneto” delle classi prima e seconda, affinché ogni bambino potesse sentirsi parte di una comunità impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale. Il percorso ha previsto anche la lettura e l’approfondimento di testi dedicati a Canneto e alla sua storia, tra cui le opere di Felice Del Vecchio, autore che ha saputo raccontare con sensibilità il valore storico, artistico e spirituale di questo luogo. Le sue parole hanno accompagnato gli alunni nella scoperta di un patrimonio che continua ancora oggi a parlare alle
nuove generazioni. Il progetto si è concluso il 29 maggio 2026 con una giornata speciale aperta alle famiglie e alla comunità. In questa occasione gli alunni sono diventati veri e
propri Ciceroni, guidando i visitatori lungo un percorso che ha unito la villa rustica
romana e la chiesa di Santa Maria di Canneto.
Con competenza, entusiasmo ed emozione, i bambini hanno illustrato la storia del sito,
spiegato le caratteristiche archeologiche della villa, raccontato i reperti rinvenuti e
accompagnato i presenti alla scoperta delle bellezze artistiche della chiesa. Un
momento significativo che ha permesso agli alunni di mettere in pratica le conoscenze
acquisite e di diventare protagonisti attivi nella valorizzazione del proprio territorio.
L’obiettivo più importante del progetto è stato raggiunto: far comprendere ai bambini
che il patrimonio culturale non è qualcosa di lontano o astratto, ma una parte viva della
loro identità, da conoscere, rispettare e tramandare.
A testimonianza del valore storico, artistico e spirituale di Canneto, lasciamo le parole
di Felice Del Vecchio:
“Spesso, avanzando nella chiesa, mi tornavano a mente le parole che mio zio diceva
alla gente che veniva a visitarla: ‘colonne antichissime di templi pagani’, ‘sculture
rozze dei primi tempi cristiani’. […] Ma la chiesa di Canneto non è finita, né si è
spenta quella forza che la eresse nei tempi più lontani e poi l’accompagnò nella
decadenza; e io stesso che scrivo, dalla chiesa di Canneto ho derivato ogni principio
di pensieri e fantasie, per i quali ora posso ritornare ai contadini, come se fossi
insieme moderno e antichissimo.”
Con queste parole si conclude il nostro viaggio tra storia, arte e memoria.
Canneto continua ancora oggi a raccontare la storia della valle del Trigno e delle
persone che, nei secoli, hanno vissuto questo luogo speciale. Perché davvero, ogni
pietra racconta una storia.



