Il procuratore di Campobasso Nicola D’Angelo fa alcune puntualizzazioni in merito alla vicenda del 46enne accusato di intimidazioni e minacce alla moglie per il quale è stato disposto il divieto di dimora a Campobasso. “Il riferimento a 300 violazioni del divieto di avvicinamento – osserva il procuratore – potrebbe prestarsi a interpretazioni fuorvianti inducendo a ritenere erroneamente che ci siano stati centinaia di episodi volontari di violazione del divieto”. In realtà c’è una netta distinzione tecnica tra l’invio di un alert elettronico e l’effettivo accertamento di una violazione consapevole in quanto il braccialetto elettronico invia segnali automatici alla centrale operativa ogni volta il raggio d’azione del dispositivo dell’indagato si intreccia con quello della vittima. Questo può scaturire anche da movimenti casuali e involontari delle persone coinvolte.




