Unioni civili, inclusione, diritti Lgbt, a che punto si è in Italia e in Molise. I rappresentanti delle istituzioni, avvocati e responsabili delle associazioni ne hanno parlato a Termoli. C’è ancora tanto da fare.
“C’è una sub cultura radicata che ancora inquina i rapporti civili tra le persone”, le parole della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo che insieme a Daniela De Caro, consigliera comunale pentastellata ha moderato l’incontro, con esperti del diritto. “Con un gesto o con una parola – ha detto la Decaro – siamo capaci di uccidere”. Tra gli interventi anche quello sul regolamento comunale sulle unioni civili affidato alla consigliera del Pd, Manuela Vigilante. Di pari opportunità ha parlato l’avvocato Paola Cecchi. Al centro il contrasto ad ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
“La legge sulle unioni civili – ha detto Michele Urbano, presidente dell’Ordine degli avvocati di Larino – deve essere solo un punto di partenza, fino ad arrivare al matrimonio egualitario”.
“Contro l’omotrasfobia, di fatto, c’è un vuoto legislativo”, ha detto il presidente della Camera Penale di Larino, Roberto D’Aloisio.
Anche in Molise qualche passo in avanti è stato fatto, ma non basta.



