Sono diversi i piccoli comuni dell’isernino che rischiano di sparire entro questo secolo. Il calo delle nascite, l’emigrazione, la mancanza di lavoro, sono purtroppo indicatori spietati che confermano un trend in atto ormai da anni, certificato anche dall’Istat oltre che da studi effettuati dalle Diocesi. La popolazione cala vertiginosamente e in maniera che pare inarrestabile se non si trovano soluzioni, in primis riguardo il lavoro, che manca.
Di recente è stato condotto uno studio dai componenti del team ‘Rionero 2020’: Ludovico Frate, Marialaura Imbriaco e Antonio Petrocelli. In pratica stanno curando un masterplan programmatico che interessa 31 comuni tra le Mainarde e l’Altomolise. Per ogni comune, inoltre, a partire dai dati demografici dal 1971 ad oggi e attraverso il metodo di stima della regressione lineare, i tecnici si sono spinti fino definire l’anno in cui si prevede la scomparsa dei comuni per assenza di popolazione. Il calo demografico determinerà la scomparsa, nei prossimi 30 anni, di cinque comuni della provincia di Isernia: Castelverrino (nel 2036), Poggio Sannita (2037), Pescopennataro (2039), Sant’Angelo del Pesco (2047) e Pietrabbondante (2051). A seguire scompariranno, secondo lo studio: San Pietro Avellana e Vastogirardi (nel 2062), Pizzone (2069), Forlì del Sannio (2070), Castel del Giudice, Roccasicura e Belmonte del Sannio (2072), Cerro al Volturno e Scapoli (2078), Montenero Val Cocchiara (2093).



