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mercoledì, Maggio 6, 2026

Ottobre ’43, il ricordo delle bombe inglesi che uccisero monsignor Bologna

EvidenzaOttobre '43, il ricordo delle bombe inglesi che uccisero monsignor Bologna

Le prime granate furono sparate poco dopo le 22. Da colle Sereno, nella zona della Madonnella esattamente di fronte alla collina Monforte, i cannoni inglesi fecero fuoco sulla città, che era ai loro piedi. I colpi cominciarono a cadere in via Ferrari, su quello che poi sarebbe diventato il palazzo della banca d’Italia e nella zona della Curia, in via Mazzini.

Era la notte del 10 ottobre del 1943, quando le truppe alleate che risalivano dalla Puglia, arrivarono alla periferia della città, fino ad allora occupata dai tedeschi.

Per preparare il terreno e liberare Campobasso, ci furono tre giorni di cannoneggiamenti. Ci furono anche alcune vittime civili. La più illustre proprio la notte del 10 ottobre. Il vescovo di allora, Secondo Bologna, si era ritirato in Seminari e proprio sotto le granate aveva cominciato la preghiera insieme ad alcune suore.

Uno dei colpi centrò in pieno il palazzo di via Mazzini e Monsignor Bologna rimase sotto le macerie. Trasportato in gravi condizioni nella caserma dei carabinieri, proprio di fronte alla Curia, non sopravvisse alle ferite. Oggi una strada di Campobasso lo ricorda, mentre la salma del vescovo riposa accanto all’altare maggiore della Cattedrale.

I cannoni inglesi tuonarono fino all’alba del 14 ottobre di 74 anni fa, quando le avanguardie dell’esercito canadese entrarono in città dalla zona di via Vico e via San Giovanni dei Gelsi.

Nella tarda mattinata, il Royal canadian regiment fece il suo ingresso trionfale a Campobasso liberata tra due ali di folla.

In quell’ottobre del ’43, ci furono anche battaglie cruente e bombardamenti in diversi paesi della provincia. I più anziani ricordano ancora il sibilo delle granate a Torella del Sannio, a Oratino e a Baranello. Le battaglie di Gambatesa e il fronte sul Trigno. Mentre le truppe canadesi rimasero a Campobasso per più di un anno e mezzo.

giovanni di tota

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