Il ‘no’ del consiglio comunale al Referendum non ferma i comitati contrari alla costruzione del tunnel che collegherà il porto al lungomare nord di Termoli e contrari anche all’intero progetto che prevede un parcheggio multipiano sotterraneo, un auditorium e la riqualificazione della zona tra via Roma, piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce. Vanno avanti gli incontri nella parrocchia di San Timoteo e dove sono stati illustrate le presunte irregolarità legate al procedimento per approvare il progetto, elencate nell’atto di significazione, una diffida insomma, che è stata inviata a 25 enti, tra cui Corte dei Conti e Procura di Larino. Tra le anomalie è stato evidenziato il fatto che una sola persona, l’ingegner Matteo Caruso, risulta contemporaneamente redattore del progetto preliminare, responsabile unico del procedimento, incaricato di stipulare i contratti per le indagini geologiche e di attestare la regolarità delle stesse. Per le indagini poi viene fissato un limite di 30 giorni che i comitati definiscono ‘ridicolo’ e che non consente accuratezza e completezza. Da marzo 2015 a luglio 2016 il porgetto riguarda solo il tunnel, in seguito compaiono parcheggio e riqualificazione di Pozzo Dolce e si inizia a parlare di finanza di progetto, ma sono due progetti separati e occorerebbero nuove autorizzazioni. Sempre secondo i comitati il promotore finanziario poi viene cercato prima che la Regione approvi il progetto e la stessa commissione presieduta dal segretario comunale per valutare l’offerta del proponente visto che il progetto originario è diverso da quello definitivo rileva che la ditta non ha chiarito le osservazioni e che sussistono criticità paesaggistiche, culturali, architettoniche e archeologiche da risolvere. Manca, inoltre, la modifica di destinazione d’uso per Pozzo Dolce e la variante al Piano regolatore. “E’ evidente che in presenza di tali irregolarità l’intervento non può essere aggiudicato in maniera definitiva e non può essere firmato il contratto” hanno detto i rappresentanti dei comitati in assemblea, invitado i cittadini a svegliarsi e a impedire quella che è stata definita “la devastazione di Termoli”.



